<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636</id><updated>2012-01-13T06:21:58.052+01:00</updated><title type='text'>una vita messa a fuoco</title><subtitle type='html'>Benvenuti al blog di Erico! Il titolo del blog e' lo stesso di quello del mio libro di memorie, che vi invito a leggere. Qui pubblichero' storie brevi ed altri pensieri.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>49</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-5324049520806547720</id><published>2012-01-13T05:55:00.002+01:00</published><updated>2012-01-13T06:21:58.065+01:00</updated><title type='text'>Presentazione del mio libro "Una vita messa a fuoco"</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.aracneeditrice.it/copertine/4384.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 202px; height: 304px;" src="http://www.aracneeditrice.it/copertine/4384.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vi invito ad un &lt;a href="http://www.casadelcinema.it/?event=le-ore-dell%E2%80%99amore-segue-incontro"&gt;evento&lt;/a&gt; in occasione dell'uscita del mio libro &lt;a href="http://store.aracneeditrice.com/it/libro_new.php?id=6354"&gt;Una vita messa a fuoco&lt;/a&gt; pubblicato da Aracne Editrice.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando: &lt;a href="http://www.casadelcinema.it/?event=le-ore-dell%E2%80%99amore-segue-incontro"&gt;Mercoledi 18 Gennaio 2012 alle 16&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dove: &lt;a href="http://www.casadelcinema.it/?event=le-ore-dell%E2%80%99amore-segue-incontro"&gt;Casa Del Cinema a Villa Borghese&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il programma prevede la proiezione del film &lt;a href="http://www.casadelcinema.it/?event=le-ore-dell%E2%80%99amore-segue-incontro"&gt;Le ore dell'amore&lt;/a&gt;, seguito da un incontro con me e la presentazione del libro. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vi aspetto!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-5324049520806547720?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/5324049520806547720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=5324049520806547720' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/5324049520806547720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/5324049520806547720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2012/01/presentazione-del-mio-libro-una-vita.html' title='Presentazione del mio libro &quot;Una vita messa a fuoco&quot;'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-8008885507273496617</id><published>2008-08-22T07:56:00.002+02:00</published><updated>2008-08-22T07:59:31.726+02:00</updated><title type='text'>Marina</title><content type='html'>Sei stata mia&lt;div&gt;piena di luce&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ti avevo dentro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma sei volata via&lt;/div&gt;&lt;div&gt;con l'ultimo fil di fumo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-8008885507273496617?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/8008885507273496617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=8008885507273496617' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/8008885507273496617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/8008885507273496617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2008/08/marina.html' title='Marina'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-8738916560776552553</id><published>2008-04-15T21:30:00.001+02:00</published><updated>2008-04-15T21:33:21.000+02:00</updated><title type='text'>Oggi patate</title><content type='html'>Anno 2208.&lt;br /&gt;                   Oggi è una giornata particolare, oggi mangeranno patate, erano mesi che lo desideravano, oggi finalmente è arrivato il momento di raccogliere le prime patate dell’ orto se così si può chiamare quel pezzo di terra. Hanno mandato Marco a raccoglierle, è il più bravo, usa un piccolo arnese che si è costruito con una radice, riesce ad estrarre le patate senza danneggiarle. Marco l’ha imparato dal nonno che purtroppo non c’è più. Ma non ha imparato solo quello, dal nonno ha saputo tutta la storia della loro famiglia, del loro villaggio e di tutto ciò che c’era una volta.&lt;br /&gt;                   ”Questa è un isola – gli aveva raccontato il nonno quando era bambino - è un’isola circondata dal mare, ma una volta, tantissimi anni fa, questa era la cima di una montagna dove i bisnonni dei miei bisnonni venivano d’estate a prendere il fresco sui prati in mezzo agli alberi. Si erano costruite queste casette per passarci le vacanze”&lt;br /&gt;                   “Che cosa sono le vacanze?” – aveva chiesto Marco.&lt;br /&gt;                   “A quei tempi gli uomini lavoravano tutto l’anno, poi si permettevano un periodo di riposo, avevano le loro case nelle città e ci vivevano tutto l’anno. Ogni tanto venivano quassù a riposare e a respirare quest’aria pulita” –&lt;br /&gt;                   “Ma nelle città l’aria non era pulita? – aveva chiesto Marco.  –&lt;br /&gt;                   “ no, era molto sporca” –&lt;br /&gt;                   “ Perché era sporca? –&lt;br /&gt;                   “ Perché per andare da un posto all’altro gli uomini usavano le macchine, non era come adesso che per andare da un villaggio all’altro andiamo a piedi.” –&lt;br /&gt;                   “ Come erano queste macchine”?&lt;br /&gt;                   “Erano delle scatole di ferro con le ruote, come le ruote del carretto che usiamo per portare le cose da un posto all’altro, avevano delle ruote più grandi e facevano tanta puzza.&lt;br /&gt;                   “Ma non andavano mai a piedi?&lt;br /&gt;                  “No, usavano sempre le macchine, non sapevano più andare a piedi”&lt;br /&gt;                  “Come erano le città? – chiese Marco&lt;br /&gt;                  “Erano tante case, una vicina all’altra, alcune basse, altre più alte e in mezzo alle case c’erano le strade dove passavano le macchine.”&lt;br /&gt;                   “Ma le patate dove crescevano?”&lt;br /&gt;                   “Tra una città e l’altra c’erano dei campi dove crescevano le patate e tante altre cose, c’erano anche tanti alberi, ma non come questi, erano alberi sui quali cresceva la  frutta che si poteva cogliere e mangiare “&lt;br /&gt;                    “Ma erano per tutti?”&lt;br /&gt;                    “No, erano solo per chi aveva gli alberi”&lt;br /&gt;                    “ E chi non aveva gli alberi?&lt;br /&gt;                    “Chi non aveva gli alberi la frutta la doveva barattare con le patate  o con altre cose.”&lt;br /&gt;                   “Che cosa vuole dire barattare ?”&lt;br /&gt;                   “Vuol dire che per avere delle cose bisognava dare in cambio altre cose”&lt;br /&gt;                    “Ma perché adesso siamo tutti su un’isola in mezzo al mare?”&lt;br /&gt;                   “Perché gli uomini, usando sempre le macchine e altre cose che riscaldavano l’aria, hanno fatto sciogliere tutto il ghiaccio della terra, il mare si è alzato ed è arrivato fino a quassù.Tutte le città sono adesso sotto l’acqua e gli uomini che non sono riusciti a lasciarle sono tutti morti.”&lt;br /&gt;                   “Ma l’acqua non verrà anche quassù?&lt;br /&gt;                   “No, ormai la terra è diventata tutto mare, escono solo le montagne più alte che sono tutte isole come la nostra.”&lt;br /&gt;                  “Ma allora ci sono ancora tante persone su tutte le isole?”&lt;br /&gt;                  “Pensiamo di sì, ma non lo possiamo sapere con certezza perché non possiamo comunicare con  nessuno.”&lt;br /&gt;                   “Ma sarà sempre così?&lt;br /&gt;                   “Non lo sappiamo se qualcosa cambierà, per ora ci accontentiamo di esserci e di poter vivere tranquilli.”&lt;br /&gt;                    Ora il nonno non c’è più, è sepolto in un angolo dell’isola dove sono sepolti i nonni e i bisnonni di queste piccole comunità che continuano la loro vita con tutti i loro problemi.&lt;br /&gt;                  Marco ha girato molto nell’isola dove ormai conosce tutti e ha fatto amicizia con un’altra famiglia che vive un po’ lontano, ma è nata una simpatia tra lui e Angela, questo è il nome della ragazza. Stanno molto volentieri  insieme e forse un giorno formeranno una nuova famiglia.  Hanno grossi problemi, il più grande è la scarsità d’acqua che bisogna raccogliere quando piove  per farla durare il più a lungo possibile. Nei due secoli passati, cioè da quando sono nate queste isole, i loro predecessori hanno scavato delle grosse buche e dei canali nei quali convogliano l’acqua piovana. Quando l’acqua finisce e ancora non piove , hanno la loro ultima riserva, hanno, ben protetti dal sole, dei recipienti di terracotta costruiti dagli antenati, in cui conservano l’ultima acqua  rimasta.&lt;br /&gt;                   I genitori di Marco e della sorella Paola, passano la vita a mantenere in piedi la loro casetta. Il padre coltiva gli ortaggi, la madre cura la loro pecora, la munge tutte le mattine e prepara il mangiare. Hanno un fornello nel quale bruciano le alghe che Marco raccoglie sulle spiagge e qualche ramo secco che cade dagli alberi. Si usa tutto sull’isola, non si butta niente. Il più grave problema è quando si alza il vento e arrivano le onde del mare che si portano via delle strisce di spiaggia. L’isola è ancora abbastanza grande, ci vivono tante famiglie, ma forse un giorno il mare si porterà via tutto e allora dell’ isola non si ricorderà più nessuno. Sarà tutto un mare. Fino al prossimo Big Bang.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-8738916560776552553?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/8738916560776552553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=8738916560776552553' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/8738916560776552553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/8738916560776552553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2008/04/oggi-patate_435.html' title='Oggi patate'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-1152872983660642178</id><published>2008-03-08T15:52:00.003+01:00</published><updated>2008-12-14T02:48:29.190+01:00</updated><title type='text'>Tutto ebbe inizio...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/R9KpeQh5t8I/AAAAAAAAAA4/onXqINlN3Nw/s1600-h/bus.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/R9KpeQh5t8I/AAAAAAAAAA4/onXqINlN3Nw/s200/bus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175385259100452802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho messo su Web il mio libro &lt;a href="http://homer.informatics.indiana.edu/%7Eerico/TuttoEbbeInizio/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tutto Ebbe Inizio...&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Scaricatelo, leggetelo, e lasciatemi qui un commento!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-1152872983660642178?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/1152872983660642178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=1152872983660642178' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/1152872983660642178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/1152872983660642178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2008/03/tutto-ebbe-inizio.html' title='Tutto ebbe inizio...'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/R9KpeQh5t8I/AAAAAAAAAA4/onXqINlN3Nw/s72-c/bus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-8081296017415022317</id><published>2007-09-03T19:25:00.000+02:00</published><updated>2007-09-03T19:26:34.805+02:00</updated><title type='text'>Per un raggio di luce.</title><content type='html'>Per un raggio di luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aria, aria, aria fresca, pulita, frizzantina, questo è il mio desiderio, ho bisogno di respirare a pieni polmoni, inebriarmi di ossigeno, riempirmi di vento, di pioggia, di sole, di tutto.&lt;br /&gt; Non è la prima volta che Branco si trova in una situazione insolita, ma questa volta ha voluto correre quest’avventura da solo, per godere appieno il piacere della scoperta.&lt;br /&gt;”Pronto, pronto, siamo arrivati, dacci  la posizione, siamo all’ingresso nord, siamo dieci, tutti ti vogliono sentire.. come ti chiami, da dove vieni?  &lt;br /&gt;- Branco Bucovich e vengo da  Smrle Vodice, Slovenia.- &lt;br /&gt;Ci sei venuto pure da lontano per cacciarti in questo casino..&lt;br /&gt; Sono ferito, credo di essermi rotto un femore, ma per ora… &lt;br /&gt;Che dice il tuo altimetro? &lt;br /&gt;- dice trecentoquaranta&lt;br /&gt;- allora saresti a tremila metri,&lt;br /&gt;-sì, credo, non avete idea della bellezza qui sotto, laghi, cascate, grotte, stalattiti, caverne..&lt;br /&gt;- Goditeli finchè puoi ,&lt;br /&gt;- sì, ma fatemi uscire, non ne posso più, mi manca l’aria, perdo sangue, sono zuppo fradicio, mi si stanno scaricando le batterie, tengo spenta la lampada per poter comunicare ancora con.. voi..dovete tirare il cavo..&lt;br /&gt;-lo stiamo facendo, ma dev’essere incagliato in qualche punto, la squadra di soccorso sta cominciando a scendere..&lt;br /&gt;- mamma, hai sempre ragione, mi avevi detto di non venirci qui da solo.., le mamme hanno sempre ragione, è l’istinto, ma ora sono qui da venti ore, solo, al buio, freddo, si gela, ho finito le provviste, sono pieno di cacca, sono incastrato in una strettoia..volevo arrivare a un lago che pare sia unico al mondo, bellissimo per un raggio di luce colorata che filtra da chissà dove, un arcobaleno sotto terra..&lt;br /&gt;-Come va Branco?&lt;br /&gt;Va.. per favore.. fatico a respirare.. non avvertite la mia famiglia…..&lt;br /&gt;-certo che no,  per ora, qui sarebbero solo d’impaccio.. &lt;br /&gt;-dopo tutte le grotte in cui sono sceso…quante meraviglie.. chissà perché proprio qui …la più bella..non ho più forza.. spero che arrivino.. ho perso tanto sangue.. mi sento svenire..Olga..mamma..&lt;br /&gt;Branco, non ti sentiamo più…Branco, rispondi!&lt;br /&gt;Branco!&lt;br /&gt;Ma Branco non risponde più..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-8081296017415022317?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/8081296017415022317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=8081296017415022317' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/8081296017415022317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/8081296017415022317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2007/09/per-un-raggio-di-luce.html' title='Per un raggio di luce.'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-2488574466167336172</id><published>2007-08-16T17:18:00.000+02:00</published><updated>2007-08-18T18:58:25.341+02:00</updated><title type='text'>Spaghetti e' adesso un corto</title><content type='html'>La storia &lt;a href="http://erico-menczer.blogspot.com/2006/04/spaghetti.html"&gt;Spaghetti&lt;/a&gt; e' adesso un corto (il primo che ho diretto) e lo potete vedere qui o sul &lt;a href="http://it.youtube.com/ericomenczer"&gt;mio canale YouTube&lt;/a&gt;. Votate e commentate!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/faAjO1DndYo"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/faAjO1DndYo" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ZIitDesAD_8"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ZIitDesAD_8" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/e0yp4-pMQZo"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/e0yp4-pMQZo" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-2488574466167336172?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/2488574466167336172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=2488574466167336172' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/2488574466167336172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/2488574466167336172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2007/08/spaghetti-e-adesso-un-corto.html' title='Spaghetti e&apos; adesso un corto'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-1349614423939347963</id><published>2007-07-10T19:25:00.000+02:00</published><updated>2007-07-10T19:28:59.813+02:00</updated><title type='text'>Fusse che fusse...</title><content type='html'>Apprendo dai giornali e dalle tv che il ministro giapponese dell'Agricoltura Toshikatsu Matsuoka, facente parte dell'attuale governo presieduto da Shinzo Abe, si è impiccato perché accusato, pare con solido fondamento, di essere coinvolto in scandali finanziari. Ha obbedito a quell'antico codice di condotta giapponese che si chiama Bushido e che obbliga, tra l'altro, prima di tutto all'onestà assoluta nell'esercizio delle proprie funzioni. La faccenda, come cittadino italiano, mi preoccupa enormemente. Perché temo il contagio, allo stesso modo dell'influenza aviaria. Prima di Matsuoka, mi era capitato di leggere di tanto in tanto che manager giapponesi che avevano condotto al fallimento le aziende da loro guidate si erano buttati giù dall'alto di un grattacielo o avevano fatto addirittura harakiri come i samurai di una volta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le mie parole vogliono in qualche modo contribuire a scongiurare la spaventosa possibilità che anche nel nostro amato paese si diffonda una simile barbara usanza che porterebbe in breve l'Italia a un rovinoso spopolamento di industriali, di imprenditori, di manager pubblici, a un pericoloso depauperamento di quelle eccelse intelligenze che guidano le sorti delle nostre capacità produttive.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-1349614423939347963?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/1349614423939347963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=1349614423939347963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/1349614423939347963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/1349614423939347963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2007/07/fusse-che-fusse.html' title='Fusse che fusse...'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-8746091940084396360</id><published>2007-05-16T08:44:00.000+02:00</published><updated>2007-05-16T08:47:24.813+02:00</updated><title type='text'>Tu donna</title><content type='html'>Tu donna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donna famelica che mi violenti il cervello&lt;br /&gt;coi sensi straziati mi astraggo e volo verso&lt;br /&gt;pacifiche lagune a trovare il senso delle cose.&lt;br /&gt;Odori, dolori mi entrano nel profondo&lt;br /&gt;con la crudeltà feroce di esseri ignoti,&lt;br /&gt;sconvolto nell’anima ormai lontana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occhi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dolce smarrirsi nel verde azzurro&lt;br /&gt;dei tuoi occhi da cerbiatta innamorata.&lt;br /&gt;Riflesso di luna nel limpido sguardo&lt;br /&gt;pieno di segrete promesse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-8746091940084396360?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/8746091940084396360/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=8746091940084396360' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/8746091940084396360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/8746091940084396360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2007/05/tu-donna.html' title='Tu donna'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-2634172197942805224</id><published>2007-05-12T18:09:00.000+02:00</published><updated>2007-05-12T18:15:19.154+02:00</updated><title type='text'>Fate la carità</title><content type='html'>E' un giorno qualunque, mi annoio.&lt;br /&gt;Ho voglia di fare qualcosa di nuovo.&lt;br /&gt;Perché non provare una nuova emozione?&lt;br /&gt;Mi spoglio, mi vesto di panni cenciosi&lt;br /&gt;un vecchio cappello, occhiali da sole,&lt;br /&gt;un bianco bastone, dei guanti bucati,&lt;br /&gt;un grande cartello: " fate la carità ".&lt;br /&gt;Mi reco nel posto prescelto&lt;br /&gt;nei pressi del più bell'hotel&lt;br /&gt;e aspetto il passaggio  di chi si commuove &lt;br /&gt;a vedere una giovane cieca &lt;br /&gt;che allunga la mano &lt;br /&gt;battendo il bastone per terra.&lt;br /&gt;Ho gli occhi socchiusi, &lt;br /&gt;ma scruto le facce dei vari passanti.&lt;br /&gt;Borbotto sommesse parole straniere.&lt;br /&gt;Chi passa mi ascolta ma senza capire,&lt;br /&gt;qualcuno curioso, qualcuno dubbioso. &lt;br /&gt;Nessuno che pensi di darmi qualcosa.&lt;br /&gt;Mi chiedo il perché.&lt;br /&gt;Le logore vesti, il vistoso cartello non bastano ancora.&lt;br /&gt;Cos'altro ci vuole a commuover la gente?&lt;br /&gt;Ma poi piano piano qualcuno decide&lt;br /&gt;e poche monete mi  pongono in mano&lt;br /&gt;ma poche, ma proprio pochine.&lt;br /&gt;E allora io penso, che cosa rimane &lt;br /&gt;a un povero cieco, morire di fame?&lt;br /&gt;E triste, rinuncio. Mi arrendo&lt;br /&gt;e mi reco a trovare un amico.&lt;br /&gt;Mi sfogo con lui raccontando la storia.&lt;br /&gt;L'amico mi ascolta e alla fine sorride.&lt;br /&gt;" Saresti una cieca perfetta, occhiali, bastone,&lt;br /&gt;cappello, cappotto, cartello, va bene. &lt;br /&gt;Ma questo profumo é assai troppo forte, &lt;br /&gt;chi crede a una cieca che sa di mughetto?&lt;br /&gt;Ti devi adeguare alle cose del mondo, &lt;br /&gt;alle leggi dei ricchi che sono spietate: &lt;br /&gt;un cieco per essere vero non deve puzzare,&lt;br /&gt;ma neanche emanare profumo così. &lt;br /&gt;Un cieco può solo mangiare, dormire...&lt;br /&gt;e magari.... morire! "&lt;br /&gt;      E.&lt;br /&gt;Dicembre, 1991&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-2634172197942805224?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/2634172197942805224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=2634172197942805224' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/2634172197942805224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/2634172197942805224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2007/05/fate-la-carit.html' title='Fate la carità'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-2559639371026088906</id><published>2007-03-06T08:03:00.000+01:00</published><updated>2007-03-06T08:04:38.127+01:00</updated><title type='text'>La ragazza del piano di sopra</title><content type='html'>La ragazza del piano di sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero abituato da qualche anno a vivere sotto a una famiglia per bene, anche se poi seppi che erano stati sfrattati per un lungo periodo di inadempienza contrattuale. Non si vedevano e non si sentivano, tranne che nel periodo natalizio in cui evidentemente avevano  invitato amici e parenti. Avevo incontrato qualche volta in ascensore o per le scale una ragazza di aspetto molto gradevole, probabilmente una studentessa che però al massimo mi diceva a mezza bocca buongiorno o buonasera. Era molto attraente ma sembrava che non mi vedesse nemmeno, ero per lei come la bottoniera dell’ascensore o un gradino delle scale. &lt;br /&gt;Mi dispiacque molto  quando questa famiglia se ne dovette andare. Quando i locali furono liberati dal mobilio io, curioso per natura, volli vedere com’era questo appartamento nel quale non ero mai entrato. Salii al loro piano e vidi che la porta non era chiusa a chiave. Entrai e  feci il giro delle stanze. Era stato tenuto benissimo, l’unico segno che era stato abitato erano le tracce sulla moquette dei mobili appena tolti. Vidi che l’appartamento era quasi uguale al mio,  riconobbi la disposizione del salotto, della stanza da pranzo, della stanza dei genitori e del fratello,  notai che la stanza della ragazza misteriosa era esattamente sopra la mia stanza. Ma al centro della stanza, lì dove doveva esserci stata la poltroncina della studentessa, un dettaglio attrasse la mia attenzione, era un semicerchio di moquette che sembrava essere stato sollevato e poi rimesso a posto. Mi parve strano che in una casa così ben tenuta ci fosse questo curioso dettaglio. Questo tassello, molto esattamente tagliato, si sollevava da un lato con facilità e molta fu la mia sorpresa notando che al centro c’era un piccolo foro. Mi inginocchiai per vedere meglio e rimasi di stucco scoprendo che dal foro, attraverso una lente si vedeva la mia stanza e più precisamente il mio letto. Ero senza parole. &lt;br /&gt;Mi vennero in mente mille domande: chi aveva fatto quel buco e perché, da quanto tempo esisteva, corsi al piano mio, nella mia stanza, all’attaccatura del lampadario c’era la parvenza di un buco che però si confondeva con la copertura dei fili elettrici. Chi l’aveva fatto era stato molto abile, sapeva il fatto suo, aveva intuito che nessuno ci avrebbe fatto caso. Ero sconvolto. Ero stato spiato chissà da chi, chissà da quanto tempo, chissà perché, mille domande senza che mi venisse in mente una sola risposta. Possibile che quella bella ragazza che non aveva mai dimostrato interesse per me, fosse una mente così contorta da volermi vedere nella mia intimità piuttosto che fare la mia conoscenza? O forse lei non ne sapeva niente e il buco era lì da tanti anni prima? Non stavo più nella pelle, avevo avuto diverse donne, compagne, amiche o conoscenze occasionali, avevo fatto amore e sesso tantissime volte, talvolta anch a tre, ignaro di essere stato osservato da un estraneo. Mi sembrava possibile e allo stesso tempo assurdo. Decisi che lo dovevo scoprire. Ma come? Potevo chiamare il padrone del palazzo, o la polizia, oppure un investigatore privato di quelli che conoscono mille modi per spiare la gente, alla fine optai per un Ponzi qualunque che trovai sull’elenco. Venne subito e si mise al lavoro. Con una scala salì a controllare il lampadario e fece subito una scoperta sensazionale, c’era un microscopico microfono perfettamente mimetizzato sul lampadario. Forte della sua esperienza volle salire al piano di sopra e, ben nascosto, sotto la moquette, trovò in una fessura l’alloggiamento di una batteria a bottone che si confondeva con il pavimento. “Ha capito signore, mi disse, chi la spiava la sentiva pure, doveva avere una radioricevente sintonizzata col microfono e, oltre che vedere poteva ascoltare tranquillamente”. Ero sempre più frastornato, non sapevo che fare. “Non c’è più molto da fare per me, abbiamo scoperto tutto” e se ne andò lasciandomi un suo biglietto. Per prima cosa scesi dalla portiera per chiedere il nuovo indirizzo della famiglia che aveva traslocato, mi  disse che l’intestatario era un certo Mario Rossi che aveva lasciato un recapito per l’invio dell’eventuale posta in arrivo. Corsi a controllare sull’elenco del telefono, ma di Mario Rossi ce n’erano diecine, nessuno a quell’indirizzo che non risultava nemmeno sull’elenco. A questo punto mi misi seduto a riflettere. Ero agitatissimo, il mio cuore andava a mille e non sapevo come andar avanti. Le alternative erano lasciar perdere, chiudere il buco sul lampadario, togliere il microfono e dimenticare tutto. La ragazza o chi per lei mi avevano  spiato e basta, si erano divertiti a mie spese, forse la ragazza invitava le amiche per farsi delle gran risate alle mie spalle, forse si eccitava e si masturbava in solitudine, questa poteva essere la ragione della sua studiata indifferenza quando ci incontravamo. Un’altra possibilità era chiedere al proprietario dello stabile chi aveva abitato in quell’appartamento negli anni precedenti. Dalla banca seppi chi era l’amministratore, mi misi in contatto con lui.  Senza menzionare la presenza del sistema di spionaggio, gli chiesi chi erano stati i precedenti locatari. Mi disse che diversi anni prima tre piani erano stati affittati per un certo periodo a un uffico della Polizia o della Finanza, o qualcosa del genere, fu piuttosto vago, mi sembrò che ne sapesse di più, ma mi parve che non volesse dire altro. Avevo così saputo che questi fantomatici locatari avevano avuto bisogno di spiare qualcuno e ciò mi bastava. Evidentemente la ragazza aveva trovato il buco e se aveva approfittato per sbirciare nella mia stanza non lo potevo sapere ma solo immaginare. A questo punto non ero più così agitato, ma non avevo comunque intenzione di abbandonare la ricerca. Chiusi il foro e staccai il microfono. Stava per prendere possesso dell’appartamento del piano di sopra una nuova famiglia che speravo fosse più comunicativa della precedente. Quando già si cominciava ad affievolire la mia curiosità, successe l’incredibile. La portiera mi fermò una mattina per consegnarmi un plico lasciatomi dalla ragazza misteriosa. Aperta la busta con mani tremanti e col cuore in fibrillazione, corsi a casa mia per leggere la lettera acclusa. Diceva: Gentile signor Andrea, le devo tantissime scuse per avere per lungo tempo approfittato di lei. Dopo aver casualmente scoperto quello che io chiamavo “il mio osservatorio segreto”, mi si è aperta una “luce”. Stavo a buon punto coi miei studi di sociologia comportamentale, e mi è capitata, assolutamente inattesa, l’opportunità di arricchire la mia tesi di laurea con lo studio dei comportamenti di tante donne nell’atto sessuale. La grande varietà di soggetti da studiare mi ha permesso di comprendere a fondo i vari comportamenti femminili, con l’ausilio del sonoro che è stato determinante. Non le nascondo che sono stata per mesi sdraiata per terra a prendere appunti con i quali ho potuto arricchire questa tesi che le accludo senza il mio nome e che lei ha pieno diritto di leggere, ove lo desideri. Questo mio lavoro è stato studiato a lungo dai miei professori che non hanno avuto alcuna esitazione nell’ assegnarmi il massimo punteggio e la massima lode. Tutto questo lo devo anche a lei che ringrazio di cuore.&lt;br /&gt;Mi dispiace comunque per il mio comportamento quasi arcigno nei suoi confronti. Benchè desiderassi ardentemete conoscerla di persona e forse mi stavo innamorando di lei, ero gelosissima delle sue storie, perciò mi sono forzata ad essere quasi ostile per non compromettere la riuscita di questo mio studio.  Mi stavo pian piano affezionando al personaggio che ho scoperto tenero e appassionato o assente nelle varie occasioni, ma mi è rimasto il ricordo di una persona fantasiosa e sensibile. La prego di non cercarmi, ho cambiato città, penso sia meglio così. Affettuosamente,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazza del piano di sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero sbalordito, confuso, non sapevo che pensare, tutto era passato sopra di me ignaro e vittima, con l’unica consolazione di aver collaborato alla tesi di laura di una sconosciuta, che ora decideva di sparire invece di condividere il successo ottenuto. Ma era inutile pensarci, un eventuale rapporto con questa ragazza così attraente sarebbe stato sempre condizionato dalle innumerevoli storie di sesso viste, studiate e descritte minuziosamente. Aveva ragione la ragazza del piano di sopra, sarà meglio così. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erico Menczer,  marzo 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-2559639371026088906?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/2559639371026088906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=2559639371026088906' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/2559639371026088906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/2559639371026088906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2007/03/la-ragazza-del-piano-di-sopra.html' title='La ragazza del piano di sopra'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-1342043781542310595</id><published>2007-02-03T18:03:00.000+01:00</published><updated>2007-02-05T23:17:23.253+01:00</updated><title type='text'>pensiero notturno</title><content type='html'>E’ l’una di notte,  ho finito di vedere  un inutile telefilm, ho spedito gli ultimi messaggi agli amici e mi preparo ad andare a dormire. Il letto è piacevolmente riscaldato dalla termocoperta,  ho dato l’ultimo pasto della giornata alla mia Kika che ora dorme sul solito cuscino.  Teresa già dorme da ore nel suo letto, controllo la chiavetta del gas, e mi ficco sotto la coperta. Leggo qualche pagina di questo noioso libro che mi fa da sonnifero.  Poso il libro, spengo la luce e la termocoperta e sparisco sotto il morbido piumone. E’ il mio momento magico. Scorrono gli ultimi pensieri della giornata, l’automobilista che ha sterzato improvvisamente e mi ha quasi fatto cadere, quell’altro che non mi ha fatto passare sulle strisce pedonali, ma l’ultimissimo pensiero va a quelli, e non sono pochi, che non hanno una casa, non hanno un letto e dormono sui marciapiedi dentro i cartoni o sotto i ponti.  E’ mai possibile che un paese ricco come l’Italia che piange sempre miseria ma ha il più alto numero di automobili pro capite, non trovi la maniera di sistemare nei dormitori questa povera gente, ci vorrebbe tanto a dare loro una sistemazione?  Il ricco si pulisce la coscienza dicendo che sono loro ad aver scelto la strada, il politico ignora il problema, il prete ha già dato loro un piatto di minestra.&lt;br /&gt;Perché  mi sento in colpa sotto il mio piumone? Anch’io non ho fatto molto, ho riempito gli appositi contenitori di vecchie coperte e maglioni ma non ho la certezza che non finiscano a Prato per essere rigenerati e trasformati in capi di “Pura lana vergine”. Un altro pensiero va alle giovani che passeggiano seminude lungo le strade gelate di periferia in cerca di clienti, mentre i giovani pieni di coca tra poco usciranno dalle discoteche per andarsi ad ammazzare contro i pali della luce, ai panettieri che tra poco ricominceranno il solito lavoro notturno, ma almeno stanno al caldo. &lt;br /&gt;Un altro pensiero va….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E.M.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-1342043781542310595?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/1342043781542310595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=1342043781542310595' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/1342043781542310595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/1342043781542310595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2007/02/pensiero-notturno.html' title='pensiero notturno'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-116201633692245262</id><published>2006-10-28T08:13:00.000+02:00</published><updated>2006-11-30T18:08:40.190+01:00</updated><title type='text'>ITALIANI PERDENTI</title><content type='html'>Una buona parte degli italiani sono dei perdenti perché:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Perdono ogni occasione per essere educati.&lt;br /&gt; Perdono la possibilità di stare meglio pagando le tasse in base ai loro guadagni&lt;br /&gt;        mettendo lo stato in condizione di dare migliori servizi.&lt;br /&gt; Perdono e  annullano granparte delle loro capacità intellettive e lavorative facendo &lt;br /&gt; uso di droghe e stupefacenti e bevendo alcolici senza moderazione. &lt;br /&gt; Perdono ogni occasione per essere onesti cercando di arraffare, truffare e rubare.&lt;br /&gt; Perdono l’occasione di essere puliti sporcando le nostre città con escrementi di cane,&lt;br /&gt;        cartacce e ogni sorta di rifiuti.&lt;br /&gt; Perdono l’occasione di essere civili manifestando odio e intolleranza nei confronti degli extracomunitari, ma sfruttandoli         in ogni occasione.&lt;br /&gt; Perdono l’occasione di avere dei figli onesti, simpatici e affettuosi col loro esempio di pessimi genitori.&lt;br /&gt; Perdono l’occasione di essere colti e istruiti leggendo solo riviste porno e di gossip.&lt;br /&gt; Perdono l’occasione di  vedere alla televisione i pochi programmi colti e intelligenti &lt;br /&gt;        invece dei programmi spazzatura.&lt;br /&gt;         Perdono l’occasione di rimanere sani e integri guidando le automobili in maniera  &lt;br /&gt;         pericolosa.&lt;br /&gt;         Perdono l’occasione di godersi le partite di calcio provocando incidenti e disordini.&lt;br /&gt;         Perdono  l’occasione di avere dei cani da amare, maltrattandoli e spesso abbandonandoli.&lt;br /&gt;         Perdono l’occasione di essere sani mangiando oltre misura cibi non salutari.&lt;br /&gt;         Ecc.&lt;br /&gt;segue: Perdono l'occasione di essere uomini veri aggredendo e stuprando donne indifese, stuprando e maltrattando bambini indifesi.  Ecc.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-116201633692245262?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/116201633692245262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=116201633692245262' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/116201633692245262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/116201633692245262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/10/italiani-perdenti.html' title='ITALIANI PERDENTI'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-115933584689507666</id><published>2006-09-27T07:40:00.000+02:00</published><updated>2006-09-27T08:12:06.693+02:00</updated><title type='text'>Energia elettrica</title><content type='html'>L’idea mi è venuta una mattina in cui, salendo le scale della palazzina, ho visto su un pianerottolo uno dei condomini che pedalava con un certo impegno sulla sua ciclette. Ho pensato: “Ma guarda quanta energia sprecata, questo signore pedala al solo scopo di fare allenamento per tenersi in forma. Ma non è peccato non utilizzare tutta questa energia anche per qualche altro scopo? Di questi tempi non si fa che parlare dell’energia alternativa, eolica, biotermica, ecc, ma nessuno ha pensato a sfruttare l’energia umana.&lt;br /&gt;La ciclette, lo jogging fatto sul tappetino rotante  e tanti altri esercizi con le macchine che servono solo a diventare dei palestrati (che piacciono  a tante donne) , non sarebbero altrettanto utili se tanta energia non fosse sprecata? &lt;br /&gt;Cominciai con i miei figli a fare un progetto. Disegnammo una ciclette per tre persone che sarebbe servita a trasformare l’energia umana in energia elettrica. Abbiamo fatto delle prove per sapere qual’era il rendimento di un’ora di pedalate di una, due o tre persone. Abbiamo constatato che con l’aiuto di un volano della giusta misura ( il cerchione di un camion ) dopo un inizio un po’ faticoso per l’avviamento, l’inerzia del volano aiuta moltissimo il rendimento, in mezz’ora si può arrivare a caricare al massimo una batteria di grande capacità. Trasformando la corrente continua in alternata, sufficiente per l’illuminazione della casa, per il televisore e il computer. Le nostre ciclette sono fatte in modo che mentre si pedala si agisce anche sul manubrio, perciò si ottiene il massimo rendimento con la stessa fatica. Io e i miei ragazzi invece di andare in palestra facciamo tutte le mattine questi esercizi, perciò abbiamo una muscolatura molto sviluppata. Inoltre, producendo noi l’energia, siamo portati a usarla con più attenzione, niente luci lasciate accese inutilmente ed elettrodomestici usati più dell’indispensabile. Mentre pedaliamo cantiamo per darci il ritmo fino a raggiungere la velocità necessaria,  poi chiacchieriamo del più e del meno e il tempo passa veloce. Poi una doccia con l’acqua riscaldata dai pannelli solari, e tutti a scuola e al lavoro.  Il sabato pedaliamo un po’ di più per produrre la corrente sufficiente per alimentare gli elettrodomestici per tutta la settimana. Viene ad aiutarci per mezza giornata anche Abdul, un giovane  senegalese che rimane poi a pranzo con noi. Lo paghiamo come un collaboratore domestico, e lui è felice di avere un introito fisso oltre ai suoi guadagni  come venditore di borse e occhiali. Gli fa piacere pedalare con noi, si rende conto che fa bene anche al suo fisico. Inoltre  spera che ci siano altre famiglie che abbiano la stessa iniziativa, ha chiesto in giro, ha trovato molti amici africani che sarebbero felici di pedalare un paio di ore al giorno per arrotondare i loro modesti guadagni,&lt;br /&gt; La nostra bolletta della luce è di pochi euro a bimestre, non più di dieci. La società elettrica ha  mandato un controllore per scoprire se la corrente la rubiamo e come. Ma questo tecnico si è dovuto rendere conto che tutto è regolare. &lt;br /&gt;E noi continuiamo a pedalare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;               E.M.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-115933584689507666?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/115933584689507666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=115933584689507666' title='26 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115933584689507666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115933584689507666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/09/energia-elettrica.html' title='Energia elettrica'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-115864941330548498</id><published>2006-09-19T08:59:00.001+02:00</published><updated>2006-09-19T09:03:33.310+02:00</updated><title type='text'>Il portone</title><content type='html'>Il portone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano anni che andavo nel laboratorio di analisi cliniche nei pressi di casa, sia per fare le analisi di controllo consigliatemi dal mio medico, sia per ritirare i referti. Era andato sempre tutto liscio, i tempi  di attesa erano più o meno sempre gli stessi, l’afflusso di  clienti in entrata e in uscita era costante secondo gli orari. Ma un giorno, all’uscita, trovai un paio di persone che tentavano invano di aprire il portone che sembrava bloccato. Al di là del vetro c’era già un gruppo di persone che non riusciva ad entrare. Le persone all’interno cercavano di agire sul pulsante di apertura, tirando il battente bloccato, quelle all’esterno non potevano fare altro che spingere il battente che non accennava a sbloccarsi. Tutti comunque gesticolavano per far capire che il portone era bloccato, inoltre c’era uno scambio di urli dato che il vetro del portone era piuttosto spesso e le voci si sentivano a malapena. Dopo qualche minuto erano arrivate altre persone sia per entrare che per uscire, si erano fermate ormai oltre venti persone e la confusione era arrivata al massimo. Tra coloro che dovevano entrare si era fatto largo un noto personaggio della televisione, un giornalista che poi sapemmo abitare nello stesso stabile. Questo signore gesticolava cercando di far capire a noi che eravamo chiusi dentro che bisognava chiamare qualcuno del palazzo per far aprire il portone con la chiave. Infatti dopo qualche minuto, attirato dal fracasso arrivò un tale con una chiave che però risultò inutile per aprire il portone dall’interno. Dopo altri sgrulloni al portone da ambo le parti, finalmente arrivò un dipendente del laboratorio che, uscito all’esterno da qualche porta di servizio tentò di aprire il portone con un’altra chiave. Altro tentativo fallito. Io mi trovavo quasi addosso a un battente. Di fronte a me, all’esterno, c’era una ragazza con un golfino rosa, molto carina che mi sembrava una faccia conosciuta. La situazione era di stallo, non sapevamo a chi rivolgerci per risolvere il problema. A quel punto eravamo una quarantina di persone, chi  ressegnato, chi indispettito, e chi quasi furioso. Una signora anziana, un po’ grossa, boccheggiava e qualcuno le portò una sedia, un altro un ventaglio. Io fronteggiavo sempre la ragazza in rosa, quasi contento di vedere una faccia simpatica, quasi divertita. Ogni tanto ci scambiavamo qualche sguardo, notai che aveva degli occhioni neri e profondi. Forse eravamo noi due soli a divertirci dell’insolito contrattempo. Il giornalista, conoscendo l’edificio, cominciò a far degli ampi gesti per indicare a noi, chiusi dentro, di rientrare al laboratorio e da lì fare il giro fino all’ ingresso di servizio che qualcuno ci avrebbe indicato, per poter uscire e allo stesso tempo invitava le persone all’ esterno di seguirlo per fare lo stesso percorso per entrare. Finalmente la situazione si era sbloccata e ci muovemmo tutti per fare questo percorso alternativo. Io e la ragazza ci demmo un ultimo sguardo, quasi dispiaciuti di interrompere quella scena muta. Si rientrava nel laboratorio per poi passare in un corridoio alla fine del quale c’era un ambiente, da qui si passava in un cortile e poi al retro dell’edificio che portava all’esterno. A metà percorso incontrai la ragazza in rosa che rallentò e sentii quasi un invito a fermarmi a parlare, mentre le persone passavano frettolose chi in un senso e chi nell’altro.&lt;br /&gt; “Mi deve scusare” dissi alla ragazza in rosa, “non vorrei sembrare importuno, ma il caso ci ha fatto incontrare e, visto che ci siamo fronteggiati a lungo, mi sembra quasi di conoscerla” &lt;br /&gt;“Anche a me sembra di conoscerla” &lt;br /&gt;Mi sembrò che mi incoraggiasse a continuare a parlare.&lt;br /&gt;“Mi scusi, lei va di fretta?”&lt;br /&gt;“No, dovevo solo ritirare un’analisi ma ora ci sarà una tale calca.. posso tornare più tardi”&lt;br /&gt;“Le andrebbe di andare a prendere una cosa al bar qui accanto?”&lt;br /&gt;“Certo, mi farebbe piacere”&lt;br /&gt;Perciò uscimmo e andammo a sederci al vicino bar. Arrivò il cameriere.&lt;br /&gt;“Che cosa prende?” –le chiesi &lt;br /&gt;“Io sono molto golosa, prenderei un bel gelatone..bacio, torrone e nocciola”&lt;br /&gt;“E il signore?” chiese il cameriere&lt;br /&gt;“Io vorrei un succo di pomodoro condito.&lt;br /&gt;Nel frattempo ebbi occasione di osservare meglio la ragazza e mi resi conto che era estremamente graziosa, snella, elegante, ben truccata e pettinata, proprio un figurino.&lt;br /&gt;“Ma anche lei abita da queste parti?” mi chiese&lt;br /&gt; “Sì, certo” &lt;br /&gt;“Ma esattamente ..”&lt;br /&gt;“ In questa stessa via, al 26 “ &lt;br /&gt;“Davvero, anch’io abito al 26” &lt;br /&gt;“ Scala?” &lt;br /&gt;“Scala A” &lt;br /&gt;“ No, io scala B, ecco perché non c’incontriamo”&lt;br /&gt;“E invece c’incontriamo spesso, ma lei è sempre così distratto…”&lt;br /&gt;“Non è possibile che non mi sia mai accorto..mi sembra imperdonabile..&lt;br /&gt;“Penso anch’io che sia imperdonabile, di solito non passo inosservata..&lt;br /&gt;“Ma allora.. magari lei sa anche come mi chiamo..&lt;br /&gt;“Sissignorino, Alessandro Martini, detto Chicco..&lt;br /&gt;“Non ci posso credere..ma come..”&lt;br /&gt;“Al terzo piano, le pareti sono sottili, sento sua madre ..&lt;br /&gt;“Ma lei...&lt;br /&gt;“Angela Aletti.. per gli amici, Lina”&lt;br /&gt;“Sono confuso,  mi sembra di essere un tonto..&lt;br /&gt;“Un po’ lo sei, caro Chicco, è più di un anno che ti osservo, ci voleva una porta bloccata perché ti accorgessi di me” &lt;br /&gt;“Scusami, so di essere un po’ distratto, penso sempre ai miei fumetti, saprai anche che disegno fumetti”&lt;br /&gt;“Che firmi Chicco.&lt;br /&gt;“Oh Lina, sono una frana,”&lt;br /&gt;“No, signor Martini, i tuoi fumetti sono bellissimi”.&lt;br /&gt;Così ci conoscemmo tre anni fa e ora a quel bar ci portiamo i nostri gemellini a mangiare quell’ottimo gelato, Bibì ama la nocciola, Lulù i gelati alla frutta..io sono fedele al succo di pomodoro, Lina ama i gelatoni misti con tanta panna.&lt;br /&gt;Al posto del famoso portone  c’è una bella porta a vetri scorrevole…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;settembre 2006                       EM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-115864941330548498?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/115864941330548498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=115864941330548498' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115864941330548498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115864941330548498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/09/il-portone_19.html' title='Il portone'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-115449758255604082</id><published>2006-08-02T07:40:00.000+02:00</published><updated>2006-08-06T08:29:37.563+02:00</updated><title type='text'>Un diluvio</title><content type='html'>Stamattina all’alba, mentre stavo leggendo in poltrona un romanzo molto avvincente, è scoppiato un temporale come non avevo mai sentito. Lampi e tuoni quasi contemporanei, un vento da duecento all’ora, pioggia battente, immaginavo alberi divelti, cartelloni pubblicitari accartocciati, tegole e cornicioni dapertutto, tetti scoperchiati, macchine trascinate via dalla furia dell’acqua, negozi distrutti, tendoni stappati e forse persone in pericolo di vita. Un uragano in piena regola. Poi, improvvisamente, la calma totale. Sentivo solo il gocciolio di una grondaia. Ancora terrorizzato da tuoni e boati, indeciso se andare a vedere i danni o cercare di dormire, rimasi in poltrona. Alla mia età in nessun caso sarei potuto essere utile uscendo a vedere gli eventuali danni. Nel dormiveglia mi sembrò di sentire la tromba di un pullman che avvertiva gli ospiti del vicino albergo dell’imminente partenza. Così com’ero  uscii a vedere i disastri provocati dal temporale, ma non c’era nessun disastro, tutto era a posto come la sera prima, anzi dovunque regnava un ordine  che non avevo mai visto. Gli alberi erano in fiore, tante violette nelle piccole aiuole, nessuna macchina in seconda fila, i marciapiedi puliti e senza escrementi di cane né cicche nè sacchetti dell’immondizia per terra vicino ai cassonetti. Sulla strada passavano silenziose macchine e motorini elettrici. Nel bar, il barista era sorridente, sembrava che fare  caffè e cappuccini lo divertisse molto, mi salutò  gentilmente, la ragazza del banco distribuiva briosce e cornetti come se stesse distribuendo i confetti del suo matrimonio. Nella tabaccheria il gestore abitualmente burbero mi trattò come se fossi il suo cliente preferito, comprai dei francobolli e mi volle regalare una stecca di caramelle. Il ragazzo della ferramenta mi invitò a entrare per farmi vedere un nuovo tipo di cacciavite universale. Le campane della chiesa in piazza suonavano dolcemente “Michelle” dei Beatles. Davanti alla chiesa un vecchio furgone diesel era diventato un cespuglio di rododendri. Un giovane vigile aiutava le vecchie signore ad attraversare la strada. Dalla gelateria uscivano giovani allegri con enormi coni di gelato con la panna. Entrai anch’io, la gelataia era una splendida rossa con gli occhi blu vestita con una gonnellina di tulle attraverso la quale si intravvedeva la mutandina color lampone, il corpetto  color limone. Nella piazza aleggiava il profumo del caffè e dei dolci appena sfornati. Al posto dei manifesti di AN c’erano le pubblicità di balletti e concerti. Mi venne in mente un film di Frank Capra. Mi svegliò la speaker della Rai che con voce commossa stava dando la notizia dell’uragano che aveva investito la città. C’era distruzione dapertutto, danni incalcolabili e alcune vittime. Un onorevole della Lega nord trascinato dall’acqua torrenziale era stato salvato da un africano veditore di borse, invece un bambino si era salvato miracolosamente perché protetto da un muro di manifesti elettorali di AN incastrati tra due alberi. Mi sembrava di impazzire, avevo sognato? Dove iniziava il sogno e dove la realtà? Le campane della chiesa suonavano a morto, dalle finestre vedevo il disastro nella strada. La gente litigava per il parcheggio.&lt;br /&gt;Sì, era stato proprio un sogno in cui tutto era bello e ordinato, la gente disponibile e gentile, così come vorremmo che fosse sempre, era troppo bello per essere vero. Mi rimisi nella mia comoda poltrona, ingoiai un flacone intero di sonnifero con un bicchiere di Porto e mi rimisi a leggere…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E.M.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-115449758255604082?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/115449758255604082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=115449758255604082' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115449758255604082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115449758255604082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/08/un-diluvio.html' title='Un diluvio'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-115209186433047322</id><published>2006-07-05T11:28:00.000+02:00</published><updated>2006-07-14T07:58:13.100+02:00</updated><title type='text'>Una coscia di pollo</title><content type='html'>Quando sono negli Stati Uniti a casa di mio figlio, una delle cose che mi diverte è prendere in mano la gestione della cucina, con grande sollievo di mia nuora che, invece di cucinare preferisce stare con i miei nipoti o curare le aiuole del loro giardino. Prendo una macchina e vado in uno di questi enormi supermarket KA dell'Indiana che non sono lontani.  C’è veramente da perdersi, ci vogliono giorni per orientarsi e sapere a colpo sicuro dove andare a cercare le cose. Tutto si può trovare fresco o cotto o surgelato o confezionato sottovuoto e presentato in cento modi diversi.  Comincio dall’enorme zona delle verdure dove c’è vermente di tutto, dalle zucche ai rapanelli, fresco e perennemente tenuto sotto un pulvuscolo d’acqua che ne aumenta l’aspetto di appena colto. Il bancone della carne e del pesce sarà lungo una ventina di metri, la zona del pane altrettanto e ha il forno a vista dove si può prendere il pane di ogni tipo appena sfornato. Per il latte  è veramente imbarazzante, diecine di tipi di latte in confezioni da un gallone, c’è da fare una ricerca per trovare quello che sembra il più giusto. Riempito il carrello, stavo un giorno attraversando la zona surgelati che avevo sempre snobbato, dirigendomi verso le casse, quando il mio occhio cadde casualmente su una confezione che mi colpì per la bellazza della foto di una coscia di pollo arrosto. Era talmente invitante che decisi di buttarla nel carrello. Arrivato a casa, dopo aver messo a posto tutto ciò che avevo comperato, presi questa scatola con la coscia e, con particolare cura l’aprii trovandovi dentro una coscietta accuratamente confezionata sottovuoto. Prima delusione, era la metà della coscia raffigurata sulla foto. “Come cuocerla?” andai a chiedere a mia nuora “Non lo so, prova a metterla nel forno”. E’ quello che feci dopo averla fatta scongelare. Ma qui la sorpresa, era ancora dura come prima. Provai a dare un morso ma mi feci male ai denti. &lt;br /&gt;A quel punto la gettai nell’acqua bollente e la lasciai bollire un bel po’. Ma non servì a niente, rimaneva un oggetto ormai di un colore tra il grigio e il marrone, assolutamente immangiabile. Allora presi quello che era stato una coscia di pollo, la portai nel garage, la misi sotto una ruota dell’auto più pesante e facendo avanti e idietro ci passai sopra una diecina di volte. Finalmente era appiattita e mi sembrò un oggetto degno di attenzione. Nei garage gli americani hanno tutti un angolo di lavoro con l’attrezzatura per lavorare il legno. Perciò presi una tavola di legno, la dipinsi di colore avorio, ci incollai sopra la coscia che ormai era diventata una vera pittura informale e la ricoprii di una vernice trasparente. Quando fu secca a dovere la misi in una cornice di legno naturale e l’appesi nell’ingresso della casa. La firmai K.A. il nome del supermercato, ma a chi mi chiedeva il nome dell’autore lasciai credere che forse era un’ opera giovanile di Karl Appel, il famoso pittore informale olandese scomparso da poco. &lt;br /&gt;Si sparse la voce e molti vennero apposta per vederla. &lt;br /&gt;Sicchè la casa si riempì di tanti polli in ammirazione della famosa opera di Appel. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E.M.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-115209186433047322?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/115209186433047322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=115209186433047322' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115209186433047322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115209186433047322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/07/una-coscia-di-pollo.html' title='Una coscia di pollo'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-115155838135180816</id><published>2006-06-29T07:14:00.000+02:00</published><updated>2006-07-03T07:58:11.560+02:00</updated><title type='text'>IL CASINO</title><content type='html'>Al tempo dei romani si chiamava lupanare. Nei secoli seguenti si chiamò postribolo, casa  di tolleranza, bordello, casa di prostituzione, e in tanti altri modi, finchè, alla fine, si chiamò semplicemente casino. Comunque, in qualsiasi modo si chiamasse era un luogo dove la merce in vendita era il sesso. Uomini dai diciotto anni  in su, forse in epoche remote anche più giovani, perché soli o timidi o semplicemente perché ne avevano voglia, frequentavano questi posti dove donne disponibili si prestavano a soddisfare i loro appetiti sessuali dietro un compenso in moneta sonante. Queste donne, chiamate con tanti nomi, ma sempre in tono dispregiativo, vendevano il loro corpo, ma non erano mai coinvolte sentimentalmente. Avevano deciso di essere delle professioniste e come tali si comportavano. Oggi le pornodive fanno del sesso molto più spinto, ma sono ammirate e tavolta osannate perché lo fanno in pubblico  con un partner particolarmente dotato, trasformando le loro prestazioni in spettacolo.&lt;br /&gt; Questa era la situazione in Italia da tempo immemore fino alla metà del novecento.&lt;br /&gt;In tutte le città italiane nessuna esclusa esistevano queste cosiddette “case  chiuse” che  erano appartamenti o ville o palazzetti, tutti con ingresso strada, ma con le finestre accuratamente chiuse, nei quali gli uomini potevano entrare liberamente ed essere introdotti in uno o più salotti nei quali le “signore” o “signorine” facevano mostra di sé in costumi succinti atti a rivelare la loro procacità, così come sono vestite, o meglio svestite oggi le modelle delle trasmissioni televisive o quelle che espongono la loro merce sui calendari. A questo punto il cliente comodamente seduto in poltrona aveva il tempo per fare la sua scelta finchè con uno sguardo decideva la sua preferita, dopodichè la ragazza lo invitava a seguirla in un corridoio o su per una scala, fino alla camera da letto adibita alla consumazione dell’atto. C’era poi un breve accordo sulla durata, cioè sul tempo che il cliente desiderava trattenersi. Poteva trattarsi di una prestazione semplice della durata di una diecina di minuti oppure un tempo doppio, in qualche caso il cliente desiderava fermarsi anche mezz’ora o più, non c’era un limite. Il compenso era calcolato in base al tempo. La tariffa base era diversa nelle varie case a seconda del lusso degli ambienti e dell’avvenenza delle ragazze. Stabilito il tempo, la signorina si spogliava, faceva spogliare anche il cliente e provvedeva ad un apposito lavandino a lavare il membro del cliente. A richiesta il cliente poteva chiedere l’uso dell’anticoncezionale, ma  a quei tempi l’Aids era sconosciuto ed era normale avere un rapporto non protetto. Ogni tre o quattro giorni, la mattina, veniva nella casa un medico il quale faceva i dovuti controlli sanitari.&lt;br /&gt;Finito il rapporto la ragazza e il cliente scendevano nel salotto dove la ragazza diceva alla “maitresse” la durata della prestazione ricevendo in cambio delle “fiches” chiamate anche marchette, (da qui la parola “marchetta” per indicare ancora oggi una prestazione sessuale), mentre il cliente pagava il dovuto. In alcune “case” le ragazze avevano la mattinata libera per uscire per proprio conto o tra loro. All’ora del pranzo si riunivano tutte, insieme alla maitresse, attorno a un tavolo da pranzo dove veniva servito da una cameriera il pranzo cucinato lì stesso da una cuoca. Poi andavano ognuna nella propria stanza per indossare la “mise “ di lavoro e scendevano nel salone ad aspettare i clienti. In altre case si lavorava anche la mattina per qualche ora. Certi clienti particolari che  preferivano mantenere l’incognito, avvertivano telefonicamente il proprio arrivo, a quel punto con delle tende si chiudeva la vista ai clienti in attesa, per permettere al personaggio di entrare in un salotto particolare dove si recavano le ragazze per essere scelte. La stessa manovra all’uscita di questi personaggi, abitualmente chiamati dalla maitresse “onorevoli” o “monsignori”o “eccellenza”. Altro fatto da non sottovalutare era la possibilità per un padre di poter portare un figlio disabile in una delle case senza barriere architettoniche.&lt;br /&gt;Ogni quindici giorni tutte le ragazze lasciavano la casa per andare in un’altra casa, in un’altra città, cosicchè c’era un continuo ricambio, i clienti trovavano ragazze nuove ogni due settimane. Le ragazze non parlavano volentieri con i clienti di qual’era la ragione per la quale avevano scelto quella professione, ma se entravano in confidenza, trovavano sempre qualche risposta plausibile.  Un figlio o una madre da mantenere o qualche parente da aiutare. Tutte indistintamente cercavano di  accumulare dei risparmi per potersi ritirare da quell’attività, ma non tutte ci riuscivano.&lt;br /&gt;Queste “case” in regola con licenze e permessi, pagavano all’erario le tasse dovute  sugli introiti, tolte le spese. Per cui, trattandosi di un giro di centinaia di milioni di vecchie lire, l’erario poteva contare su di un’entrata veramente cospicua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finchè un giorno, nei lontani anni ’50, un’onorevole democristiana (forse senatrice), veneta e bigotta, certa Lina Merlin, ebbe l’infausta idea di iniziare una lotta contro le “case” finchè, dopo anni, nel1953 riuscì a far passare una legge, la legge Merlin, che obbligava tutte le case a chiudere i battenti. La sua argomentazione era che lo stato non poteva trarre beneficio economico dallo sfruttamento di povere donne. Ma si diceva allora che la vera ragione della sua avversione per le case era a causa di un suo problema familiare. &lt;br /&gt;Le conseguenze pratiche furono disastrose. Migliaia di donne abituate a lauti guadagni, finirono sul marciapiede, non ci fu più controllo sanitario, i locali sfitti in cui nessuno voleva abitare, dopo anni furono trasformati in piccoli alberghi o pensioni o uffici. La prostituzione non più protetta e controllata dilagò attirando protettori disonesti e sfruttatori. Le donne venivano obbligate a lavorare in tutte le condizioni, col freddo, pioggia e neve e spesso picchiate e anche uccise. In seguito, visto che la prostituzione era senza alcun controllo, cominciarono ad arrivare donne giovani, spesso minorenni,&lt;br /&gt;da altri paesi, allettate dalla promessa di un onesto lavoro, specialmente dell’est.&lt;br /&gt; Oggi non c’è più alcun controllo, al più qualche retata della polizia che tiene le ragazze in custodia per alcune ore e poi le rilascia. Ci sono zone periferiche in tutte le città, dove le prostitute  si muovono liberamente per trovare clienti. Questa è la situazione . Tempo fa un deputato di AN, l’onorevole Bontempo,  lanciò la proposta di riaprire le case per ovviare a questa situazione selvaggia, ma riuscì soltanto a formulare delle regole che non hanno cambiato nulla. La prostituzione continua ad essere esercitata negli alberghi, in appartamenti e per le strade, senza alcun controllo.  Lo sfruttamento dei “protettori” è implacabile e le ragazze sono alla loro mercè senza che venga preso alcun provvedimento in loro favore. Ora alle ormai poche italiane si sono aggiunte le albanesi, greche, romene, slave, sudamericane, nigeriane, ganesi e altre.     Altro effetto negativo: il “mobbing” : datori di lavoro o funzionari pubblici che molestano e ricattano le loro dipendenti per ottenere delle prestazioni sessuali. &lt;br /&gt;                                 Che la Merlin bruci in eterno con tutta la DC!&lt;br /&gt;  E.M.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-115155838135180816?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/115155838135180816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=115155838135180816' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115155838135180816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115155838135180816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/06/il-casino.html' title='IL CASINO'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-115101427961395974</id><published>2006-06-23T00:08:00.000+02:00</published><updated>2006-06-23T00:11:19.630+02:00</updated><title type='text'>Una panchina al sole.</title><content type='html'>Domenica, fine maggio, un sole tiepido riscalda l’aria. Trovo una panchina libera di fronte al laghetto. Anatre, anatroccoli e qualche cigno nuotano placidi o vengono a beccare alla riva dove  i bambini lanciano pezzi di pane. Mi siedo e scorro qualche titolo del giornale, poi smetto, non ci sono novità degne della mia attenzione. Inforco gli occhiali neri e mi appoggio comodo allo schienale. L’aria è pulita, le fronde degli alberi più alti oscillano al leggero venticello, le foglie brillano al sole. Famiglie e bambini chiassosi passano di continuo lungo la riva. Penso a quanto sarebbe potuta essere diversa la mia vita, ma i figli sono lontani, occupati con i loro coetanei. Il sole è ora più forte e mi riscalda piacevolmente.&lt;br /&gt;          Una coppia di mezza età viene a sedersi vicino a me, attraverso gli  occhiali scuri vedo lui piuttosto elegante, Rolex e cravatta firmata, lei più giovane, molto bella, capelli corvini lunghissimi raccolti in una coda, con tanti argenti e perle che spiccano sull’abito nero e la  leggera abbronzatura. Sembra una coppia felice o perlomeno serena, parlano del loro programma pomeridiano.&lt;br /&gt;          “Mi scusi, signore, potrei dare uno sguardo al suo giornale?” mi chiede la signora.&lt;br /&gt;          “Prego, si accomodi”- “Grazie”. Lei apre la pagina degli spettacoli ”C’è questo Woody Allen che ancora non abbiamo visto, oggi potrebbe essere la giornata giusta” dice lei. Io, che amo Woody Allen non resisto a dire la mia “Mi permetto di consigliarvelo, non è il suo migliore, ma va visto assolutamente.” Grazie, vedo che anche lei ama Allen, per noi è il massimo”. Cominciamo a parlare dei vari film di Allen, su alcuni siamo d’accordo, su altri ognuno dice la sua opinione. Mi rendo conto che da “Io e Annie” ne sanno quasi più di me. A un certo punto la signora: “Visto che abbiamo questa comune passione, permette, Alma Paris”.- “ Mario Alberti” rispondo, e il signore “ Domenghi, piacere di conoscerla”. “Signor Alberti, noi di solito andiamo a mangiare un boccone qui a due passi, c’è la casa del cinema, è un posto carino e si mangia bene, perché non viene con noi, così possiamo continuare a parlare del nostro Woody”. Infatti sono pochi minuti, per me è una novità mangiare in un posto diverso dal solito. Ci assegnano un bel tavolo in mezzo al prato, sotto a un ombrellone. Non c’ero mai stato, è a due passi da via Veneto, una scoperta piacevole. Il menù è molto vario, tanti primi a tante insalate, è un mangiare sano. Ci consigliano una bottiglia di Verdicchio che ci sembra adatto a un&lt;br /&gt;         pasto leggero.  Continuiamo a parlare di Allen, ma dai discorsi capisco che Domenghi  è un avvocato e la Paris è nella moda. Alla fine del pasto il signore insiste per pagare il conto, cerco di protestare ma non c’è verso e la signora propone: “Signor Alberti, la posso chiamare Mario, possiamo anche darci del tu” – “Perché no” rispondo.&lt;br /&gt;          “Mario, avrei una proposta, noi abitiamo a due passi, perché non andiamo a prenderci il caffè a casa nostra, faccio un caffè proprio speciale.”-“ Va bene, Alma, mi incuriosisci, vada per il tuo caffè”. La casa è vicinissima, terzo piano, si entra in un salone, una grande vetrata, vista sul parco. Un grande divano color del cielo. “Vado a preparare il caffè, mettiti comodo” &lt;br /&gt;          “Io faccio un paio di telefonate, scusami” dice il Domenghi e sparisce. Vedo un mobiletto con tutta la collezione di DVD di Woody Allen, la cosa mi sorprende e mi fa pensare. Sopra un tavolo antico ci sono tre libroni con le copertine d’argento a sbalzo con i ritratti di Mussolini.  Dopo qualche minuto rientra Alma con i caffè fumanti e profumati.  Noto che ha sciolto i capelli, si è tolta gioielli e collane e indossa una vaporosa liseuse nera. La trovo ancora più affascinante. Si siede sul divano vicino a me e mi porge la tazzina di caffè. La liseuse ha uno spacco che lascia vedere una coscia fino all’inguine. Il caffè è veramente squisito, mai assaggiato prima, leggermente amaro, ma assolutamente indimenticabile. Mentre sto assaporando il caffè, suona il telefono. Alma risponde, ma vedo che comincia ad agitarsi, penso stia parlando con qualcuno che le sta dando una spiacevole notizia. &lt;br /&gt;         Infatti riaggancia concitata e mi dice:” Mario, mi devi scusare, devo uscire, ho avuta una cattiva notizia, c’è una persona che ha bisogno di me, devo corrrere assolutamente ad aiutarla, tu aspettami qui, penso di tornare tra poco, scusami tanto” ed esce di corsa.&lt;br /&gt;         Non mi ha dato il tempo di replicare né di salutarla, dopo un minuto sento sbattere la porta , rimango con la tazzina in mano, poi la poso e penso, ma Domenghi che fine ha fatto? Per capire qualcosa esco dal salone, mi trovo in un grande e appartamento completamente vuoto, niente mobili, niente di niente, solo un fornello con la caffettiera ancora calda e altre stanze vuote. Torno nel salone, mi siedo sul divano e cerco di capire che cosa sia stata questa messa in scena. Ma più penso e più incomprensibile mi appare tutta la cosa. Alzo la cornetta del telefono ma rimane muta, non c’è linea. Ancora più sorpreso non so più che cosa pensare. Dopo un’ora decido di andarmene, ormai mi è chiaro che la coppia mi ha  abbordato al parco con uno scopo preciso, ma quale? Strana la coincidenza di Woody Allen, che senso può avere? Mi decido a tornare a casa mia, passo accanto alla panchina del parco, ci sono solo famigliole con bambini , a casa mia, poco lontano, trovo un biglietto sotto alla porta “Scusami, Mario, sono imperdonabile, ti ho usato ma mi hai aiutato a vincere una grossa scommessa, non ti posso dire altro, scusami tanto, grazie, Alma.” &lt;br /&gt;         Sono qui da ore a pensare , ma l’unica cosa che ho capito è che non lo capirò mai. &lt;br /&gt;         Come c’entrano Woody Allen? e Mussolini?&lt;br /&gt;         Comunque ho guadagnato un pranzo e un buon caffè, e del resto chissenefrega!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E.M.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-115101427961395974?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/115101427961395974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=115101427961395974' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115101427961395974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115101427961395974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/06/una-panchina-al-sole.html' title='Una panchina al sole.'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-115081331623977365</id><published>2006-06-20T16:18:00.000+02:00</published><updated>2006-07-04T08:46:29.810+02:00</updated><title type='text'>Un giorno qualsiasi in un’ora qualsiasi, una telefonata</title><content type='html'>“Martino, non è possibile, io conosco troppo bene Paola, sono certo, certissimo che non può aver      detto di me una cosa simile, il nostro rapporto è sempre stato amorevole da parte sua e corretto da parte mia.” &lt;br /&gt;“Ecco, appunto, Massimo, cosa vuol dire “corretto”, che lei ti ama o ti amava, e tu.. cosa cazzo vuol dire corretto, che non ti sei mai voluto sbilanciare, sesso e basta.”&lt;br /&gt;“Martino, la storia è nata così e così è rimasta, affettuosa amicizia si chiama e lo trovo abbastanza giusto, io sto bene con Paola, mangiamo spesso insieme, frequentiamo gli stessi amici, andiamo al cinema, qualche volta dormo da lei, leggiamo gli stessi libri, insomma stiamo bene insieme, non vedo la ragione per sconvolgere la nostra routine che a me sta tanto bene” &lt;br /&gt;“Martino, non ti è mai venuto in mente che una donna di classe come Paola, sempre elegante, colta, spiritosa. intelligente, potrebbe volere qualcosa di più di una storia di sesso?” &lt;br /&gt;“Ma perché lo viene a dire a te, perché non lo dice a me, parliamo di tutto, abbiamo altri amici nelle stesse condizioni e lei non mi ha fatto mai capire che vorrebbe cambiare il nostro rapporto” &lt;br /&gt;“Allora non capisci proprio un cazzo, caro Massimo, le donne non sono tutte uguali, ci sono quelle petulanti che dopo un po’ cominciano a parlare di matrimonio, e quelle di classe, come appunto è Paola, che non rompono  le palle, ma sotto sotto vorrebbero un po’ di sicurezze, un rapporto stabile, vivere insieme all’uomo che amano anche senza parlare di matrimonio e in seguito, perche’ no, parlare di figli.” – &lt;br /&gt;“Di figli, ma sei matto, non so se è un’ idea tua o di chi, ma di figli con Paola non si è mai parlato, lo sa benissimo che sono responsabilità, rotture di coglioni, hai mai pensato a come sono i ragazzi di oggi, sono rogne continue, da quando nascono fino a quando si levano dalle palle. Coi figli non vivi più, finito, stop! Cambia tutto, perciò non se ne parla proprio”. &lt;br /&gt;“Ma se te ne parlasse Paola? &lt;br /&gt;“Sarebbe finita, finita anche con lei, anzi, visto che sei il nostro migliore amico e ti diverti a fare l’ambasciatore, diglielo, diglielo proprio che la nostra storia è finita.”  &lt;br /&gt;“Sei sicuro, sei proprio certo, non ci vuoi ripensare?” &lt;br /&gt;“No, sono proprio certo.” &lt;br /&gt;“ Va bene.. allora ciao.”&lt;br /&gt;“Ci vediamo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     “Pronto.. Martino, sei tu?” &lt;br /&gt; “Si, Paola,”  &lt;br /&gt;“Com’è andata?” &lt;br /&gt; “E’ andata come prevedevo, appena ho accennato a bambini è andato proprio fuori di testa, al solo pensiero ha detto che è finita anche con te.”  &lt;br /&gt;“Che stronzo… non è possibile…se penso che gli ho dedicato degli anni, i miei anni migliori..” &lt;br /&gt;“A chi lo dici..”&lt;br /&gt;Paola rimane muta, ma dopo un po’ fa un lungo sospiro..&lt;br /&gt;“Martino, sai cosa ti dico, ci vediamo domani da me, solita ora, e ne parliamo, buonanotte caro”.&lt;br /&gt;“Buonanotte, tesoro… me lo fai trovare il risotto al limone?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E.M.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-115081331623977365?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/115081331623977365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=115081331623977365' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115081331623977365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/115081331623977365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/06/un-giorno-qualsiasi-in-unora-qualsiasi.html' title='Un giorno qualsiasi in un’ora qualsiasi, una telefonata'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114926048833372453</id><published>2006-06-02T16:58:00.000+02:00</published><updated>2006-06-02T17:01:28.350+02:00</updated><title type='text'>Forse, un domani..</title><content type='html'>ANNO  2010&lt;br /&gt;Gli enormi giacimenti di petrolio scoperti in Africa e in medio Oriente hanno fatto ritornare  dall’ Europa nei paesi di origine centinaia di migliaia di cosiddetti extracomunitari che stanno trovando lavoro e benessere nei loro paesi. &lt;br /&gt;L’Europa e’ in crisi, in Italia non c’e’ più nessuno che raccolga pomodori, mele e olive, nessuno più pulisce i parabrezza o lavora nelle fabbriche che devono ridurre la produzione e talvolta chiudere. Inoltre, senza extracomunitari sono crollate le vendite degli alimentari e si profila una disastrosa crisi. &lt;br /&gt;I giovani italiani laureati e non, si rifiutano di fare i lavori   finora fatti dagli extracomunitari. &lt;br /&gt;Gli anziani non hanno più accompagnatori e sono costretti a stare in casa. La disoccupazione  e’ al minimo storico.&lt;br /&gt;Alcuni leghisti veneti hanno tentato di trovare mano d’opera  in Nigeria ma sono stati ributtati in mare.&lt;br /&gt;La destra , all’ opposizione, propone di  dare grossi incentivi e viaggi aerei gratis a cinesi e indiani perche’ vengano in Italia a sostituire la mano d’opera mancante. &lt;br /&gt;Bossi e Fini sono in Cile, Berlusconi, dopo essere uscito da S. Vittore, accompagnato da  Maroni al sassofono, canta gingle per la pubblicita’ su rete 4, l’unica  ancora funzionante. Previti e’ il suo legale,  Tremonti l’amministratore. Gli Stati Uniti da  anni in guerra con l’ Irak  sono sull’ orlo della bancarotta.  Osama Bin Laden, pago dei risultati ottenuti,  vive nella sua villa  sul lago di Ginevra…..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114926048833372453?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114926048833372453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114926048833372453' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114926048833372453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114926048833372453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/06/forse-un-domani.html' title='Forse, un domani..'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114899792361732362</id><published>2006-05-30T15:57:00.000+02:00</published><updated>2006-06-09T09:53:32.790+02:00</updated><title type='text'>TONINO  1                  Racconto per ragazzi  (e adulti )</title><content type='html'>E' domenica. &lt;br /&gt;Lo stadio e' gremito, la partita e' importante, decisiva ai fini della classifica. Diego non poteva mancare e ha voluto portare anche Tonino. Non e' la prima volta che Diego porta il figlio allo stadio. "Devi crescere," dice "devi imparare a stare in mezzo alla gente, devi partecipare alla vita di questa citta', non puoi stare sempre a casa". Ma Tonino preferisce la sua musica e leggere i suoi libri e vivere con la fantasia le avventure dei suoi personaggi preferiti. Allo stadio invece non sopporta la confusione, le urla degli spettatori, le parolacce all'indirizzo dell'arbitro o dei giocatori avversari. e spesso il lancio di oggetti in campo. Diego invece, elegantissimo nell'abito firmato, ma con la sciarpa bicolore, partecipa con entusiasmo all'euforia dei tifosi. Tonino cerca di seguire il gioco, vorrebbe accontentare il padre, ma non riesce a divertirsi, non capisce quel continuo andirivieni del pallone che stenta tanto a entrare nelle reti. Pensa che sarebbe piu' divertente se la porta fosse piu' grande e di goal se ne facessero tanti, piu' o meno come al basket che a lui piace di piu'. Non sa neanche per quale squadra dovrebbe tifare, sta proprio con la testa altrove, tant' e' che a un certo punto vede la palla in rete e grida: "GOAL", ma gli arriva uno scapaccione sulla testa, e' Diego che dice: "Ma che cavolo strilli, non vedi che hanno segnato gli altri'" Tonino risponde: "Ma non e' quella la loro porta?" - "Lo era , al primo tempo lo era, capoccione!" Tonino e' avvilito. Diego si rivolge ai vicini quasi a volersi scusare: "Pensare che quando e' nato ho fatto sparare i fuochi artificiali, ho fatto". Il vicino risponde: "I figli sono cosi', non ci si puo' contare, tanti sacrifici… e poi…" Diego: "Gli piacesse una, dico una delle cose che piacciono a me... sapesse..."  Un altro vicino: "Il mio, dico la verita' mi da' tanta soddisfazione..." Accanto a lui siede questo figlio dell'eta' di Tonino, con la sciarpa bicolore, che urla, paonazzo: "A Pigna, rompigli il culoooo! "Tonino lo guarda perplesso, Diego lo guarda compiaciuto, poi continua: "E mai che dicesse una parola, sempre col muso... mai un po' di entusiasmo..." e gli da' un altro scapaccione sulla testa. Tonino abbassa la testa e se prima aveva poca voglia di vedere la partita, ora chiude proprio gli occhi e pensa ad altro. "Piu' li fai divertire, piu' se ne fregano.. hanno tutto sti ragazzi..." continua Diego.  Un signore guarda Tonino con simpatia: "Povero figlio, era meglio se stava a casa..."  al che Diego risponde: "Ma se non ci devo stare neanche la domenica con mio figlio...."La partita e' finita, i tifosi stanno sciamando verso le uscite.&lt;br /&gt;Diego: " Ma dico, almeno potresti fare un tentativo, non e' che uno deve capire per forza, io non pretendo...ma gridare "Goal" quando segnano gli altri, rischi pure di brutto, rischi, perche' ti ho portato in tribuna, coi piu' tranquilli... ma fagli questo a quelli delle curve che sono piu' incazzosi... dopo che l'arbitro gli ha fatto questo scherzo, a me mi tocca pure salvarti dal linciaggio, mi tocca..." Tonino continua a camminare a testa bassa senza rispondere… "e rispondi almeno! Dicono che non c'e' dialogo tra padri e figli... io lo cerco il dialogo ma tu… niente, non parlare mai, mi raccomando... io ho la peste, ho la lebbra."  Un tifoso della squadra ospite, inseguito da tifosi della squadra locale sta per essere raggiunto. Tonino, rivolto a Diego: "Papa' facciamo qualcosa... chiamiamo qualcuno... la Polizia!" E cerca di tirare il padre verso il gruppetto, ma Diego: "Ma dove vai? Cosa ti frega? mica sono cavoli tuoi..." Tonino guarda il padre, sconsolato, mentre gli aggressori hanno raggiunto il tifoso e inizia il pestaggio. Un gruppetto di poliziotti sta osservando la scena senza intervenire. Diego da' a Tonino uno scappellotto affettuoso, come per dimostrare comprensione e dice: "Ma dai, mica lo ammazzano... e poi e' scemo se viene in mezzo a noi coi colori della sua squadra, poi si lamentano... ma loro provocano,.. Cristo!" In macchina Tonino e' sempre taciturno mentre il padre parla al cellulare: "Vabbe', passo un momento a salutarti...   ma solo un momento... io lo so come sei... uno ti da' la mano e tu ti prendi il braccio." e  ride a quella che deve essere una battuta pesante... "lascio giu' mio figlio a casa e arrivo, ciao ciao" e chiude. Tonino e' sempre silenzioso. "Era l'onorevole... devo passare un momento a salutarla ..." Tonino lo guarda incredulo. &lt;br /&gt;Sono arrivati davanti al portone di casa, Diego ferma la macchina e Tonino si appresta a scendere. "E poi non dire che non ti faccio divertire," dice Diego ridendo, "oggi hai visto calcio e pugilato!" Tonino gli da' un bacio sulla guancia senza rispondere. "Io torno presto, ma tu finisci i compiti, mangia e poi subito a letto."  Tonino scende e va verso il portone, mentre Diego dal finestrino aggiunge "e non dire mai grazie, mi raccomando..." e parte sgommando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tonino e' in casa, raggiunge una porta a vetri che da' sul corridoio. Dall'interno giunge un bisbigliare sommesso di cui non capisce le parole. Sta per entrare, ma ora inizia un' accesa discussione, e' la voce della madre che dice: "…e no, tu non mi vieni a vedere, tu non mi vieni a vedere…" Una voce d'uomo con accento inglese ribatte: "No, dear, io vengo a vederti quando mi pare, ho tutto il diritto di venirti a vedere". La madre ribatte: "Non mi vieni a vedere con due donne mentre io ho fatto per tre... questo significa non saper giocare..." Tonino non osa entrare e va in cucina dove sul tavolo c'e' un cartello "Asmarette gita campagna, se fame ce pollo in forno." Tonino apre il forno, c'e' un pollo arrosto al quale manca gia' una coscia, stacca l'altra e mangiando va in camera sua. Saluta il suo pupazzo preferito " Ciao Cacaio!",  poi  chiude la porta e finalmente solo nel suo regno si scatena in una danza agitando gambe e braccia  e lanciando silenziose urla. Poi si siede al computer e comincia a digitare: Caro Diario, oggi è stata proprio una giornata di merda...   (continua)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E.M.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114899792361732362?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114899792361732362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114899792361732362' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114899792361732362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114899792361732362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/tonino-1-racconto-per-ragazzi-e-adulti.html' title='TONINO  1                  Racconto per ragazzi  (e adulti )'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114848612209288068</id><published>2006-05-24T17:52:00.000+02:00</published><updated>2006-05-26T07:54:09.626+02:00</updated><title type='text'>Finale a sorpresa.       (idea per un soggetto)</title><content type='html'>A due autori televisivi  viene un' idea per un nuovo programma in varie puntate. Si tratta di trovare uomini e donne che abbiano superati i 50 anni, tra i quali eleggere dei "Cittadini modello", cioe' dei personaggi che possano dimostrare di avere vissuto una vita esemplare, oltre ad aver adempiuto a tutti gli obblighi e doveri che oggi impone il "sistema". Dovranno dimostrare di essere stati buoni figli, studenti, reclute, professionisti o lavoratori, di avere sempre avuto ottimi rapporti con gli insegnanti, la famiglia, i parenti, gli amici, i colleghi, i superiori e i dipendenti. Dovranno dimostrare di non avere mai avuto problemi con la legge o con il fisco. Sara' un punto a favore l'aver fatto volontariato o beneficenza o atti encomiabili verso persone bisognose di aiuto. Lo scopo della trasmissione servirebbe, in questi tempi difficili, a dimostrare a un vasto pubblico che esistono ancora molti personaggi positivi.&lt;br /&gt; I telespettatori, col sistema della telefonata, esprimeranno le loro preferenze per i concorrenti selezionati per ogni puntata. Il premio finale per i cinque vincitori sara' di un miliardo.&lt;br /&gt; Ci sara' anche una giuria in sala che dara'  un suo punteggio. &lt;br /&gt; L'idea piace molto al capo struttura e ai funzionari della rete e si decide di annunciare questo concorso invitando i telespettatori a inviare entro una certa data, nominativi, curriculum e quant'altro potra' essere utile per operare le selezioni.&lt;br /&gt; Gli autori organizzano un gruppo di lavoro che anzitutto discute per chiarire i criteri da usare per la selezione. Ovviamente, per cercare di raggiungere i massimi indici di ascolto e di gradimento, a parita' di meriti, si preferiranno concorrenti simpatici, gradevoli e magari divertenti. Cominciano ad arrivare le lettere che allo scadere del termine sono alcune migliaia. Il gruppo di lavoro da' un punteggio alle lettere per formare una prima graduatoria dopo la quale si riducono a qualche centinaio. Dopo un'ulteriore selezione ne rimangono alcune diecine. &lt;br /&gt; A queste persone viene inviata una scheda con una lunga serie di domande alle quali i selezionati dovranno rispondere. &lt;br /&gt; Al ritorno delle schede un'ultima selezione riduce il numero a cinquanta.  Sono rappresentate tutte le categorie, dal politico al professionista, dal filosofo all'operatore ecologico, dalla manager alla casalinga, dalla maestra elementare alla commerciante, ecc. &lt;br /&gt; A questo punto vengono convocati i concorrenti per i primi contatti e le verifiche. &lt;br /&gt; La trasmissione e' prevista in sei puntate a cinque delle quali partecipano dieci concorrenti, tra i quali se ne devono scegliere due per la puntata finale, alla quale parteciperanno dieci concorrenti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La data delle trasmissioni e' stata fissata, come pure le modalita' con le quali si dovra’ operare. Durante le trasmissioni alcuni esperti e il pubblico fanno domande ai concorrenti come pure i telespettatori da casa, tra i quali ci sono probabilmente anche persone che conoscono i concorrenti. Tutti cercano di mettere in difficolta' i concorrenti, oppure riferiscono fatti positivi per il concorrente. Il tutto per creare una graduatoria per arrivare ai cinque "Cittadini modello". Durante le trasmissioni, qualora risulti falsa qualche dichiarazione, alcuni concorrenti possono essere eliminati o retrocessi.&lt;br /&gt; Ovviamente i concorrenti si possono difendere da eventuali accuse o dissipare dubbi sulla loro credibilita'. Possono inoltre essere ripescati e aumentare il proprio punteggio dopo aver portato prove a proprio favore.&lt;br /&gt; Dopo le prime trasmissioni arrivano alla struttura lettere anonime e non, che obbligano gli autori e i selezionatori a ulteriori verifiche dopo le quali sta diventando problematico trovare dei concorrenti validi. Per ognuno potrebbe uscire un fatto o dettaglio tale da escluderlo dalla competizione. Si potrebbe profilare la possibilita' di dover sospendere la trasmissione per l'eliminazione di tutti i concorrenti. Qualcuno suggerisce di ignorare qualche prova per non far fallire il programma. Il regista e il conduttore escludono questa possibilita'.&lt;br /&gt; L'azione si  svolge su due piani, la puntata vera e propria nella quale il regista e il conduttore fanno del loro meglio per esaltare le personalità dei concorrenti e, tra una puntata e l'altra, il lavoro degli autori e i selezionatori   con qualche intervento di dirigenti e funzionari. Dopo la quinta puntata, prima della finale, vengono fuori tutti i problemi della societa' e si creano situazioni comiche, drammatiche e grottesche, vengono a galla mentalita' diverse, si scontrano diverse ideologie, si sta perdendo di vista lo scopo della trasmissione.  C'e' chi vuol far prevalere l'importanza dell'indice di ascolto e si batte per trovare i vincitori a tutti i costi, c'e' chi sostiene che sarebbe scorretto far vincere dei concorrenti che hanno  qualcosa da nascondere, facendo perdere credibilita' alla rete. Si va avanti a oltranza finche' la scena va in fondu' e si riapre con una presentatrice che annuncia:&lt;br /&gt; "Buonasera....Per consentire ai telespettatori di assistere alla partita finale del torneo di palla a mano per l'assegnazione della coppa  "Settebello"  l'annunciato programma "I cittadini modello" sara' trasmesso in altra data. Vi auguriamo una buona visione."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  E.M.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114848612209288068?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114848612209288068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114848612209288068' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114848612209288068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114848612209288068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/finale-sorpresa-idea-per-un-soggetto.html' title='Finale a sorpresa.       (idea per un soggetto)'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114841397515267394</id><published>2006-05-23T21:49:00.000+02:00</published><updated>2006-05-29T09:35:08.126+02:00</updated><title type='text'>Radice di tutti i mali è l’avidità del denaro.</title><content type='html'>Uno sfogo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soldi, soldi, droga, droga e ancora soldi  e tanta maleducazione e mancanza di senso civico.&lt;br /&gt;Ignoranza, ottusità, furberìa, che cosa insegnano nelle scuole? Quali sono gli affluenti del Volga?&lt;br /&gt;Chi era padre Pio? Dove hai fatto fare la cacca al tuo cane? Quanto costano oggi le ciliegie?&lt;br /&gt;Quanto costano dieci grammi di cocaina? Che cosa dice il Papa? Chi sono questi pedofili che hanno seviziato e ucciso un bambino di 14 anni? E quel bambino di pochi mesi? Per pochi soldi. Quanto vale la vita umana? Quella del ricco o quella del povero? Tantissimo, tanto o niente. Si vendono più automobili e aumentano i morti, le assicurazioni s’ingrassano, nessuno protesta. Lo zoppo aspetta.&lt;br /&gt;Il pusher aspetta all’angolo della scuola. Il quarantenne torna dal bar-biliardo,”che se magna”? chiede alla madre che, santa donna ha appena finito di lavare le scale.Che devono fare sti ragazzi? Basterebbe avere un po’di erba da vendere, quella buona va a ruba. Avessi un po’ di terra al sole.. E poi?&lt;br /&gt;Una Ferrari, un tipo losco sta in seconda fila, parla al cellulare ma sgassa appestando la gente che aspetta il bus, un passante gli fa cenno di spegnere o andarsene, ma lui continua a sgassare  col rombo di tuono e si sposta di pochi metri, cosa gli avranno insegnato a scuola, che cosa coltivano in &lt;br /&gt;Perù, ottima domanda, ci informeremo. Meglio in Colombia, ma quella va tutta negli USA, col Burbon va bene, tutti sbronzi e drogati, vogliamo proprio essere come loro? Il dollaro ci ha dato alla testa, ci hanno trascinati  in Irak per cosa? Per far contento il nano e la bertuccia che ha bisogno di olio per non farsi cacciare. E il nano ancora blatera e conta i voti. E quell’altro preca Cesù che sotto sotto gli brucia il culo.Chi ci va più in chiesa, le mignotte per paura del serial killer, la mamma lo ha sgridato, tutte donnacce, le poverelle che con qualche pompino al giorno si levano i debiti di torno.&lt;br /&gt; Oggi c’è Moggi, triglia bollita, perché, perché ha rotto il giocattolo, lo vendiamo al Luna Park , farebbero i soldi a mettere in mezzo i tre compari e tutti a tirare pallonate in faccia e anche qualche secchio di merda. Soldi, soldi, si passa ogni limite per qualche dollaro in più come diceva il film. C’è un portiere nel palazzo accanto che si gioca 2 euro al lotto, mentre un altro portiere si gioca due milioni, sul sicuro. Un anziano sta uscendo  dal bar, ma viene rispinto dentro da due sbarbatelli che vogliono un gelato, l’anziano traballa, uno dei ragazzi a nonno, ndò vai, stattene a casa. Riformatori pieni o giudici indaffarati. Ha da venì baffone si diceva una volta, ma baffone non basterebbe ormai, la Siberia ci vorrebbe. Quelle case popolari mai assegnate, che ci vorrebbe a mettere le inferriate, quanto posto sprecato. Come quella stazione nuova nuova dove i terni non fermano mai. Lasciarli chiusi e murati dentro la sala d’aspetto chi l’ha autorizzata, finanziata e costruita e ci si è fatto anche il villino al mare. Però tante chiese nuove, inaugurate ma, più o meno vuote, ci siamo svegliati troppo tardi con l’otto per mille. Che bei teatri sarebbero, mostre o asili nido, ospedali, case per gli sfrattati. I pedofili dove li vogliamo mettere, al gabbio, con tanti bambini guardiani coi frustini, Dante, che ne dici? I ladri, tranne quelli che rubano per dare ai poveri, gli assassini, i prepotenti , i truffatori, i violenti, i sadici, gli usurai, gli sfruttatori, i mafiosi, i camorristi, i bugiardi, i disonesti, gli inquinatori, i guerrafondai, gli stupratori, i violentatori,  gli arroganti, i profittatori,i pirati della strada…che ne facciamo di questa marmaglia?  Ne ho dimenticato qualcuno? Un momento, vado a prendere il giornale di oggi…. Ecco il giornale, avevo dimenticato le vittime, per ogni delinquente ci sono le vittime, delle violenze, degli stupri, dei furti, delle truffe, dello sfruttamento, delle prepotenze, del mobbing, della guerra, della mafia, eccetera. Alcune sono vittime privilegiate, i militari, per esempio,  hanno funerali di stato, decorazioni,  e ogni sorta di attenzioni. Ma se un muratore cade da un ponteggio e muore o rimane storpio, non se lo caga nessuno.&lt;br /&gt;Questa è la triste istoria, la conosciamo a memoria, di chi fa baldoria  e di chi mangia solo cicoria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114841397515267394?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114841397515267394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114841397515267394' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114841397515267394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114841397515267394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/radice-di-tutti-i-mali-lavidit-del.html' title='Radice di tutti i mali è l’avidità del denaro.'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114820265473032572</id><published>2006-05-21T11:06:00.000+02:00</published><updated>2006-05-21T11:15:24.396+02:00</updated><title type='text'>Sguardi attoniti</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/1600/18.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/320/18.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114820265473032572?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114820265473032572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114820265473032572' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114820265473032572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114820265473032572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/sguardi-attoniti.html' title='Sguardi attoniti'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114819237431932597</id><published>2006-05-21T08:17:00.000+02:00</published><updated>2008-01-24T07:03:42.148+01:00</updated><title type='text'>dio non esiste, ma c'è</title><content type='html'>Dio è l'unica entità che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere.&lt;br /&gt;                                                                                                                              Baudelaire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oddiodio,  dice automaticamente Teresa quando vede alla televisione le cronache di fatti sconvolgenti che la colpiscono nel profondo. Sente l’istintivo bisogno di  rivolgersi a qualcosa che è più grande di noi, che sta nel suo cuore e nel suo cervello. Perché il dio dei preti, dei cardinali, dei papi non esiste, non è mai esistito se non nella credenza popolare. Non potremmo vivere pensando che al di sopra di tutto ci sia una mente umana. Nel nostro intimo c’è qualcosa che ci fa pensare che c’è altro al di sopra delle debolezze umane. Lo vogliamo chiamare Dio, perché no? Ma esiste solo dentro di noi.&lt;br /&gt;Milioni di anni fa l’uomo volle dare un corpo a questo essere superiore e nacquero gli idoli. &lt;br /&gt;Furono il sole, la luna, gli animali, le pietre, ogni cosa poteva essere venerata e  adorata. Per ogni cosa si provava amore oppure orrore o paura. E l’uomo dapprima incise le pareti della sua caverna con dei graffiti che avevano per lui un significato. Poi costruì dei rudimentali oggetti che furono le prime rappresentazioni di un essere da amare o da temere. Con ogni idolo nacque una leggenda, nacquero diversi modi  di assicurarsi la sua benevolenza offrendogli amore o sacrifici. L’idolatria durò migliaia di anni, ogni agglomerato umano aveva il suo idolo, che fosse il sole o la luna o il fulmine o il mare. Col crescere delle civiltà primordiali queste rappresentazioni divennero sempre più precise, divennero rudimentali sculture, incisioni, disegni o altari. Col passare dei secoli ci fu chi si arrogò il compito o il diritto di autonominarsi custode di tali rappresentazioni. La terra era immensa ma poco popolata, era abitata da gruppi di uomini che avevano affinità secondo il loro aspetto, il loro colore o le condizioni ambientali. Erano tanti gruppi o popoli che non si conoscevano tra loro per assenza di comunicazione. I Maja non sapevano dei mongoli, i cinesi non sapevano dei neri, gli scandinavi non sapevano dei giapponesi, i lapponi non sapevano degli Incas.&lt;br /&gt;Ma chi prima e chi dopo, tutti erano usciti dalle caverne, non abitavano più sugli alberi o sulle palafitte. Vivevano di caccia e pesca e dei primi frutti della terra. Cominciarono a vivere nelle tende, nelle capanne e poi a costruire delle case, ma passarono millenni prima delle grandi migrazioni e della navigazione. Passarono altri secoli e i vari gruppi o popoli cominciarono a conoscersi. Scoprirono l’esistenza dei vari idoli ma ogni popolo considerava  degni di essere adorati soltanto i propri.  Gli egizi adoravano il Sole, i greci adoravano Giove, ogni popolo aveva un essere supremo da adorare. Così nacquero le religioni. Ogni religione aveva le  proprie leggi che venivano seguite e alle quali bisognava obbedire.  Ultimo arrivato, il cristianesimo che si opponeva alle leggi dei romani che erano praticamente quelle degli ebrei. Ma per affermare il cristianesimo fu necessario opporsi allo strapotere dei romani. . Quanti cristiani sacrificati nel colosseo!  Contemporaneamente i cristiani sognarono che il loro dio o idolo avesse sembianze umane e avesse mandato sulla terra il figlio che chiamarono il nazzareno, che avrebbe dovuto salvare l’umanità. L’esistenza e la crocifissione di Gesù è abbastanza ben documentata da documenti storici, anche se ovviamente non è provato che fosse il figlio di dio.  Perciò uscirono dalle catacombe per inventare questa affascinante favola di Gesù che faceva i miracoli che nessuno ha visto ma di cui si è solo letto o sentito parlare.  Per rafforzare maggiormente la grande favola di Adamo ed Eva che non aveva nessun fondamento logico perché l’uomo esisteva da millenni, sentirono il bisogno di scrivere i vangeli che nei secoli, cambiando spesso autori ed opinioni, cercavano di far passare per vera la storia di Gesù. L’invenzione dei dogmi serviva a fare in modo che nessuno si ponesse delle domande. Per essere in grazia di questo potente dio bisognava accettarli, credere e non discuterne mai. Emersero grandi e diabolici cervelli che videro la possibilità di acquisire un grande potere sfruttando la credulità dei fedeli e cercando di abbattere con ogni mezzo i loro  detrattori. Molti cristiani furono sacrificati nelle arene, tuttavia il loro numero crebbe perché la grande favola aveva il suo fascino e divennero tanti e sempre di più, finchè la massa acquisì una tale forza che nessuno osò opporsi alla sua strapotenza. I papi furono i potenti capi di questa nuova religione e affermarono la loro supremazia eliminando gli oppositori con ogni mezzo. Gli orrori dell’Inquisizione fecero crollare con la ferocia gli ultimi oppositori. Quanti innocenti bruciati sul rogo. Quante torture durante l’Inquisizione. . Quanta malvagità.      &lt;br /&gt; Nei secoli il papato si arricchì materialmente nei modi più svariati, con guerre, alleanze, tradimenti e compromessi, con ogni mezzo lecito o illecito. Ebbe potenti eserciti che andarono anche per mare a rapinare e distruggere inermi popolazioni e civiltà. Il cattolicesimo dilagò in Europa e poi nel mondo, cercando di arricchirsi sempre più. La favola del Redentore funziona ancora con le inermi popolazioni più povere che finiscono per subire il fascino di questo cosiddetto dio, ricco e potente, piuttosto che i loro poveri idoli di legno.  Come non bastasse i papi hanno fatto mercimonio dell’immagine di questo messia inondando il mondo del crocifisso e facendolo rappresentare dai più grandi pittori e scultori delle cui opere traboccano le loro chiese e i loro musei, creando una ricchezza incalcolabile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le religioni sono il veleno dei popoli, basta pensare alle crociate, all’odio tra musulmani e indù, tra cristiani e musulmani, tra israeliani e palestinesi, tra cattolici e protestanti, tra greci e turchi, in ogni conflitto c’è uno sfondo di odio in cui la religione ha il suo peso. Il nazismo voleva sterminare gli ebrei, ora i palestinesi e gli iraniani vorrebbero sterminare gli israeliani, è una continua lotta tra chi vuole un solo dio, sia Allah con Maometto che nessuno ha mai visto, sia il dio dei cristiani con Gesù che è esistito solo nella fantasia degli evangelisti, per dare una base al potere temporale della chiesa.&lt;br /&gt;Anche chi non sa molto di religione può osservare che dove c’è la religione c’è anche l’odio, la falsità e l’ignoranza. Tutti predicano bene ma razzolano male. “ Non fare ad altri quello che non vorresti fosse fatto a te” dovrebbe essere  una legge universale, invece la corsa al potere e al danaro  stravolgono le più elementari leggi della convivenza. I cattolici vogliono imporre questa fantomatica e controversa ora di religione ai bambini che, tenendo conto di quello che vedono nel mondo, serve solo a confondere loro le idee. A che cosa servirebbe, se non a raccontare loro le solite favole? Ai bambini si dovrebbe insegnare l’onestà, la gentilezza, l’educazione civile, la lealtà, l’altruismo, il rispetto, l’amore per il prossimo, non l’amore per un dio che non c’è, fino a prova contraria. Non è imponendo l’affissione di un crocefisso nelle scuole e in altri luoghi pubblici che  può venire la fede ai giovani, ci vuole un esempio di umiltà e altruismo nel clero. E invece solo parole e parole. &lt;br /&gt;E la farsa della confessione? Un assassino si va a confessare e dopo poco viene assolto da un prete e se ne va tranquillo e pulito. Il prete non dirà niente a nessuno, altrimenti nessuno si andrebbe più a confessare, qui sta l’inutilità e l’amoralità della confessione. E’ tutta una farsa grottesca. Anche i politici di tutti i partiti e di tutte le correnti dedicano molta attenzione alla chiesa e si guardano bene dall’inimicarsi il clero, anche prostrandosi davanti ai suoi rappresentanti e alle loro icone. Negli anni 60  il caso ha voluto che  fossi in Vaticano  in occasione del film sulle Olimpiadi,  quando Papa Giovanni  XXIII  benendì gli atleti che vi partecipavano. I politici avevano formato una lunga fila per baciare l’anello del pontefice, ero a due passi, e mi sembrò piuttosto annoiato con Andreotti che parlottava e non si decideva a lasciare la mano. Fui anche dietro a una cinepresa dentro S. Pietro durante il Concilio  Ecumenico Vaticano Secondo in cui Giovanni  XXIII  rese la Chiesa meno rigida,  più umana,  e più moderna. Papa Paolo  VI continuò nella stessa direzione.&lt;br /&gt;Papa Giovanni Paolo II ha annullato il lavoro di anni facendo tornare la chiesa indietro di secoli. C’è chi propone di fare santo Giovanni Paolo! Perchè  parlava  per la pace e contro la guerra. Ci mancherebbe che avesse parlato a favore  della  guerra  e contro la pace.Però ha fatto in modo che tutti i sacerdoti cattolici  in USA   consigliassero  ai fedeli di votare per  l’imperialista e guerrafondaio  Bush che fu rieletto grazie a quei voti. E’ andato a confortare  le vittime dello tsunami?   No, erano tutti  musulmani.Ai tempi delle Crociate i guerrieri  armati fino ai denti  andavano a combattere  in Terra  Santa, ora ci andava questo Papa nella sua Papamobile, trovava tutto pronto,  palchi eretti, popoli esultanti, baciava qualche bambino  precedentemente vaccinato, lavato, e disinfettato, celebrava una messa, benediceva tutti e se ne tornava  in Vaticano  a calcolare quanti fedeli c’erano in più, quanti nuovi cardinali  poteva  nominare,  quanti nuovi  santi poteva  beatificare.&lt;br /&gt;“Lasciate che i pargoli vengano a me”  dicono che abbia detto Gesù.  Con la campagna anti preservativi  e contro il controllo delle  nascite di questo Papa, in Africa, il numero dei pargoli  aumentaerà  certamente, anche se ne moriranno di AIDS  centinaia di migliaia, resteranno sempre abbastanza bambini che potranno  diventare dei fedeli  cristiani. Che altro ha fatto questo Papa? La gia’ricchissima  Opus Dei ha acquisito un potere illimitato, il suo fondatore  è stato santificato &lt;br /&gt;in tempo di record.  Non si sa per quale merito. I preti pedofili. Le molestie ai  bambini , in alcuni  stati  USA,  sono state messe a tacere. Il cardinale Law  è stato trasferito in Vaticano con la conseguente  evasione da processi in USA  e sono stati trasferiti tutti i documenti  in Vaticano fuori dalla giurisdizione USA. Ma anche in Italia la pedofilia dilaga nel clero, notizia di questi giorni, diecine di parroci indagati per pedofilia, di cui molti condannati a pene detentive, le curie condannate a risarcire molti ragazzi tra i 10 e i 15 anni con cifre sostanziose. Risulta che in molti casi i vescovi al corrente dei fatti hanno tentato di coprire e mettere a tacere le responsabilità. Solo le denunce all’autorità giudiziaria hanno messo in movimento indagini approfondite che hanno portato a successive condanne.&lt;br /&gt;Scomunica,  su consiglio dell’allora card. Ratzinger , di tutti i teologi  della liberazione  in sud  america,  soffocamento   di questo movimento   progressivo  anti  multinazionali e per l’equità  sociale.  Conseguente concentramento delle ricchezze  tra pochi potenti e perpetuazione della povertà  e del lavoro  infantile.&lt;br /&gt;Scomunica , sempre per consiglio di Ratzinger,  dei teologi progressisti in  nord-Europa,  annientamento di qualunque  voce di dissenso e progresso all’interno della chiesa.&lt;br /&gt;Oltretutto c’è un nuovo Papa che già comincia ad annullare i pochi progressi che aveva fatto fare alla chiesa il Papa precedente. Ogni tanto prova a sorridere ma più che un sorriso sembra un ghigno, ha avuto la sua vittoria riuscendo a farsi eleggere, dopo oltre vent’anni di attesa. Ora non perde occasione per andare in giro esibendo i suoi ricchi e variopinti paludamenti come un qualsiasi teatrante. Come a teatro, lo spettacolo deve sempre continuare, non si deve fermare mai. E come non bastasse, non c’è trasmissione televisiva a cui non partecipi qualche prete, anche quando si trattano argomenti che non hanno nulla a che fare con la religione.&lt;br /&gt;Comunque è inutile sperare che qualcosa cambi, l’avidità di potere è profondamente radicata  da secoli nella chiesa cattolica. Per concludere, non esiste alcuna prova dell’esistenza di un dio ne’ di un figlio che si sarebbe sacrificato per gli uomini. &lt;br /&gt;Per cui il crocefisso non è altro che uno dei tanti idoli amati e adorati come sono amati e adorati gli idoli di tutte le altre religioni sulla Terra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114819237431932597?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114819237431932597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114819237431932597' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114819237431932597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114819237431932597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/dio-non-esiste-ma-c.html' title='dio non esiste, ma c&apos;è'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114812879282507136</id><published>2006-05-20T14:37:00.000+02:00</published><updated>2006-05-20T21:41:35.050+02:00</updated><title type='text'>lettera dal Ghana</title><content type='html'>Caro Ombu,&lt;br /&gt;sono contenta  stai bene da tua signora, sei fortunato,  stai bravo,  voglio  venire lì anche io, qui è difficile vivere,  raccolto  di manioca  stato buono, ma da quando  venuta  questa mission, tutto  più difficile. matina bisogna portare in scuola bambini devono  imparare   pregare  latino, ma nessuno capisce cosa dice. &lt;br /&gt; Suora  Angelica molto cattiva  da  frustate a bambini quando fanno sbaglio. Poi tutte doviamo andare raccogliere cacao, vengono camion caricare per Italia. Devo anche pulire capanne missionari  guai se non metto  posto come loro dice.&lt;br /&gt;Padre Cristofer mi da botte con canna se non faccio bene.  E’ vestito con cappa colore di terra  e cintura di corda, ma sotto niente, quando finisco pulizie devo  stare  ginocchio.  Lui tiene in mano piccolo  uomo su croce e dice noi colpa  se piccolo uomo su croce morto per noi, dice  quello  benedetto  devo baciare per essere benedetta anche io. Non voglio fare ma lui mi da canna su testa e fa male.  Ombu, cosa posso fare? Mandami presto soldi per venire da te. Manchi tanto,  scrivi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zahira&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114812879282507136?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114812879282507136/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114812879282507136' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114812879282507136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114812879282507136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/lettera-dal-ghana_20.html' title='lettera dal Ghana'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114789523015884900</id><published>2006-05-17T21:46:00.000+02:00</published><updated>2006-10-13T10:23:21.646+02:00</updated><title type='text'>Il bibliotecario.</title><content type='html'>Andando un giorno a passeggio per le vie di una citta' dove non ero mai stato, fui avvicinato da un tale che vedendomi interessato alle antiche architetture, si offri' molto gentilmente di accompagnarmi e farmi da guida, dato che era nativo di quella citta' e conosceva ogni pietra e ogni mattone di quegli antichi edifici. Era un tipo un po' singolare, molto magro, basso di statura, vestito elegantemente, ma di un'eleganza un po' antica, il colletto della camicia inamidato, come si usava all'inizio del secolo scorso, la farfallina, il vestito a rigatino, le scarpe inglesi lucidissime ma con le ghette e la classica lobbia del tempo dei nonni. Si mostro' veramente erudito in tutto cio' che riguardava le strade, le piazze e i palazzi di quegli antichi quartieri, conoscendone la storia dalla loro nascita, nel lontano quattrocento e persino le vicende delle famiglie che nei secoli vi avevano abitato. Ero veramente affascinato da tanta erudizione, anche se mi sfioro' il dubbio che molte vicende fossero da lui inventate, mi sembrava impossibile che si fossero tramandate tante notizie e dettagli della vita di persone vissute tanti secoli fa. Vedendo forse nei miei occhi una certa incredulita', mi volle spiegare che era stato per tutta la vita  bibliotecario   comunale e aveva inoltre passato decenni a studiare la storia della citta' rispolverando vecchissimi incartamenti dagli archivi comunali. Lo aveva fatto per passione, trovando molto più interessante il passato del presente. Cosi' passeggiando arrivammo davanti ad una palazzina fine settecento e avendo capito che  mi interessava molto tutto cio' che mi aveva raccontato mi invitò a entrare per farmi vedere il risultato delle sue ricerche, un libro ponderoso contenente la storia di oltre cinque secoli della sua citta'. Entrati in casa, mi resi conto che anche l'arredamento era composto in massima parte da mobili molto antichi, per lo più del settecento con qualche pezzo di fine seicento, il tutto perfettamente conservato. Le&lt;br /&gt;finestre erano tutte in vetro istoriato, inoltre la casa invece di avere l'aspetto polveroso di un museo o magazzino d'antiquario, era tenuta in modo impeccabile. Aleggiava nell’aria un lieve profumo d’incenso. Si aveva l'impressione che da un momento all'altro  dovesse apparire  qualche fantesca in un costume di altri tempi. Il signore, dopo aver atteso che finissi di osservare la casa e l’arredamento, mi disse: “Non ci siamo presentati, il mio nome è Mocenigo”. “Molto lieto, Pietro Annibaldi” risposi. “Posso offrirle una tazza di tè” mi chiese “Grazie, lo gradirei” Il signore sparì dietro a una tenda in un corridoio che mi sembrò molto lungo dai molti passi che sentii allontanarsi. Mentre nell’attesa ammiravo i preziosi intarsi di un tavolo, sentii un leggero fruscìo alle mie spalle, da un’ altra porta stava entrando una carrozzella elettrica sulla quale era seduta una meravigliosa creatura. Aveva un viso straordinario, grandi occhi neri e capelli cortissimi di colore rosso dorato. Una pelle di seta. Non doveva avere più di vent’anni, era vestita con un abito lungo fino ai piedi color smeraldo con dei ricami d’oro, ai piedi aveva delle ciabattine bianche anch’esse ricamate in oro. Si avvicinò con la carrozzella e mi fissò a lungo con quegli occhi neri e profondi da perdersi dentro, ero veramente imbarazzato, poi mi sussurò all’orecchio:”signor Annibaldi, non beva quel tè e non mangi nulla, attenzione”. Così com’era entrata, sparì in una scia di patchouli, lasciandomi frastornato e  confuso.&lt;br /&gt;Non sapevo che cosa pensare, mi trovavo in quella strana casa aspettando un tè da una gentilissima persona qual’era il signor Mocenigo, e questa straordinaria fanciulla mi aveva messo in guardia per non so quale pericolo. Pensai a uno scherzo. Dopo una alquanto lunga attesa durante la quale mi venne anche la tentazione di fuggire, arrivò il padrone di casa o presunto tale, aveva indossato un’ampia vestaglia di seta bianca  ricamata e spingeva un carrello con il tè servito in una curiosa teiera  di stile orientale, e da altrettanto originali tazze di fine porcellana. Accompagnava il tè un piatto di pasticcini alla crema di forme inusuali. Ora al profumo dell’incenso si aggiunse il profumo di questo tè sicuramente speziato. Non capii se l’odore di zenzero venisse dal tè o dai pasticcini. La situazione diveniva sempre piu insolita, i profumi del tè, dello zenzero e del patchouli, uniti al profumo dell’incenso formavano un miscuglio assolutamente gradevole, quasi imbarazzante. Tra tutti quei profumi mi sembrò di sentire anche un leggero odore del fumo di canapa indiana. Il mio ospite che nel frattempo continuava a parlare scusandosi per la lunga attesa condusse il carrello in mezzo a due poltrone invitandomi a sedere. Mi versò il tè ed avvicinò il piatto con i pasticcini dicendo: “Li assaggi, sono veramente straordinari, me li fa una pasticceria qui vicino, sono a base di grano, miele e crema di latte, è un’antica ricetta greca”. Erano veramente squisiti, si scioglievano in bocca, non riuscivo a fermarmi. “Lei mi deve scusare se le faccio una domanda” chiesi,“lei abita da solo in questa grande casa?”  “Si, mi rispose, ma ogni tanto viene a trovarmi una nipote, la figlia minore di mia sorella, è studentessa di storia dell’arte, le manca poco alla laurea, è anche un’arpista molto dotata, sta preparando un concerto di arpa e pianoforte.” Anche il tè era ottimo, caldo, non troppo dolce, le spezie gli davano un sapore tutto speciale. Ero completamente rilassato, pensavo a come mai questa nipote dopo quella fugace apparizione non si fosse più fatta vedere, ma dal fondo della casa arrivava un fievole suono di arpa, supposi che si stesse esercitando. Tra gli odori e i sapori mi sentivo talmente bene che mentre il signore continuava a parlare di questa nipote, chiusi gli occhi per qualche secondo e mi addormentai.&lt;br /&gt;Mi svegliai che faceva già buio,  dalle finestre arrivava ancora un filo di luce colorata, c’erano quà e là alcune candele accese. Pensai a quanto era stato gentile il signore a lasciarmi dormire ma il signor Mocenigo e il carrello non c’erano più. Mi alzai, aspettando che da un momento all’altro sarebbe apparso il mio ospite o la nipote, ma non si faceva vedere nessuno. Guardai il mio orologio, ma non ce l’avevo più al polso, cercai nella poltrona pensando che si fosse slacciato, ma non c’era nemmeno nella poltrona,  mi accorsi che non avevo più in tasca il cellulare, ed era sparito anche il mio portafoglio con tutto il contenuto. Cominciai a sospettare che mi avessero fatto uno scherzo,  percorsi il corridoio nel quale era andato il signore, ma non trovai nulla, c’era solo il carrello ma non più la teiera né le tazze, nel piattino qualche avanzo di biscotti. Allora andai di corsa nel corridoio da dove era entrata la nipote, in fondo trovai una stanza, sopra un tavolino c’era un piccolo registratore dal quale proveniva la musica d’arpa. Capii finalmente tutto, il signore molto abile, la bella complice ecc. Uscii per la strada, era quasi notte, andai su e giù sperando di ….ma invano, la cittadina era semideserta, passava qualche macchina, tante finestre accese da cui provenivano le voci dei telegiornali…  Pensai che in fondo non mi dovevo lamentare, erano persone d’ingegno, mi avevano truffato con stile, un signore colto e una bella ragazza, sarebbe stato più scioccante essere rapinato da qualche delinquente di strada. Un pò deluso me ne tornai in albergo. La mattina dopo, quando scesi nella hall, il portiere mi consegnò un pacchetto.  Conteneva il mio portafoglio con i documenti e un bigliettino con l’indirizzo della pasticceria greca che faceva quei dolci squisiti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114789523015884900?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114789523015884900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114789523015884900' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114789523015884900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114789523015884900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/il-bibliotecario_17.html' title='Il bibliotecario.'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114759419726263911</id><published>2006-05-14T10:04:00.000+02:00</published><updated>2006-05-14T10:09:57.263+02:00</updated><title type='text'>Siamo fortunati</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/1600/scarpe.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; 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margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/400/Arches%20%20.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I omino: senti che puzza sto calzino!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II omino: e come avranno fatto cò la mela?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III omino: è stato il Gigante, c’è qui la spiegazione..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114746488871272476?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114746488871272476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114746488871272476' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114746488871272476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114746488871272476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/la-torre.html' title='La torre'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114732950071058386</id><published>2006-05-11T08:34:00.000+02:00</published><updated>2006-05-11T09:57:45.186+02:00</updated><title type='text'>Arte e Natura</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/1600/eleonora.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/400/eleonora.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un fondoschiena veramente ben fatto è l'unico legame tra &lt;br /&gt;Arte e Natura&lt;br /&gt;Oscar Wilde&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114732950071058386?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114732950071058386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114732950071058386' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114732950071058386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114732950071058386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/arte-e-natura.html' title='Arte e Natura'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114689472809519602</id><published>2006-05-06T07:45:00.000+02:00</published><updated>2006-05-06T16:25:37.813+02:00</updated><title type='text'>La noia</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/1600/noia%202%20%20150%20.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/320/noia%202%20%20150%20.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Era grande il nostro amore&lt;br /&gt;immenso, come il cielo infinito.&lt;br /&gt;Feste, amplessi, viaggi,&lt;br /&gt;gioie e dolori.&lt;br /&gt;Poi il giornale, una sigaretta&lt;br /&gt;e...il cielo infinito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teresa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114689472809519602?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114689472809519602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114689472809519602' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114689472809519602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114689472809519602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/la-noia.html' title='La noia'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114686963187850525</id><published>2006-05-06T00:50:00.000+02:00</published><updated>2006-05-06T06:57:10.980+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/1600/monica.%20jpg.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/400/monica.%20jpg.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le rouge et le noir&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114686963187850525?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114686963187850525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114686963187850525' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114686963187850525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114686963187850525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/le-rouge-et-le-noir.html' title=''/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114681249242471739</id><published>2006-05-05T08:55:00.000+02:00</published><updated>2006-05-05T15:31:22.576+02:00</updated><title type='text'>Fermati...</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/1600/Fermati...0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/400/Fermati...0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fermati un attimo&lt;br /&gt;e di lontano ascolta&lt;br /&gt;il ritmo&lt;br /&gt;della città in cui vivi&lt;br /&gt;e poi &lt;br /&gt;fai il vuoto intorno&lt;br /&gt;perché ti giunga&lt;br /&gt;ampio&lt;br /&gt;il respiro del mondo&lt;br /&gt;e lascia che sbiadisca&lt;br /&gt;il ricordo dei volti&lt;br /&gt;e delle voci&lt;br /&gt;che hanno protetto&lt;br /&gt;la tua fragile vita.&lt;br /&gt;E non aver paura.&lt;br /&gt;Fra la terra e il cielo&lt;br /&gt;fra le pietre e le stelle&lt;br /&gt;c'é il tuo cuore&lt;br /&gt;nel quale ogni cosa s'incontra&lt;br /&gt;dove nulla é lontano da nulla&lt;br /&gt;e il miracolo accade&lt;br /&gt;finché tu&lt;br /&gt;amico&lt;br /&gt;esisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elena&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114681249242471739?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114681249242471739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114681249242471739' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114681249242471739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114681249242471739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/fermati.html' title='Fermati...'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114680997250983838</id><published>2006-05-05T08:17:00.000+02:00</published><updated>2006-05-05T11:16:19.276+02:00</updated><title type='text'>Se avessi un figlio</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/1600/Se%20avessi..jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/400/Se%20avessi..jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se avessi un figlio&lt;br /&gt;e mi chiedesse                                                                                                                                                                             &lt;br /&gt;il perché&lt;br /&gt;di tante cose&lt;br /&gt;io non saprei rispondergli.&lt;br /&gt;Io&lt;br /&gt;che ancora cerco &lt;br /&gt;di capire&lt;br /&gt;le ragioni segrete&lt;br /&gt;del dolore umano&lt;br /&gt;come potrei spiegargli&lt;br /&gt;che il dolore &lt;br /&gt;é giusto?&lt;br /&gt;Io&lt;br /&gt;che sto vivendo&lt;br /&gt;come fossi figlio&lt;br /&gt;di me stesso&lt;br /&gt;non mi chiedo il perché&lt;br /&gt;di tante cose.&lt;br /&gt;Accetto&lt;br /&gt;la nascita del sole&lt;br /&gt;e il suo tramonto&lt;br /&gt;e la vita dell'uomo&lt;br /&gt;e la sua morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elena de Merik&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114680997250983838?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114680997250983838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114680997250983838' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114680997250983838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114680997250983838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/se-avessi-un-figlio.html' title='Se avessi un figlio'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114649845684554973</id><published>2006-05-01T17:42:00.000+02:00</published><updated>2006-05-03T23:35:06.323+02:00</updated><title type='text'>Essere solo</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/1600/NATALE%20jpg.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/320/NATALE%20jpg.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Essere solo&lt;br /&gt;in una notte come questa.&lt;br /&gt;In un silenzio come questo&lt;br /&gt;che fa amare gli uomini&lt;br /&gt;rinchiusi nelle case&lt;br /&gt;fra gli oggetti noti&lt;br /&gt;e immutabili riti&lt;br /&gt;rassicuranti.&lt;br /&gt;Cade una stella&lt;br /&gt;e io vorrei...&lt;br /&gt;Essere solo&lt;br /&gt;in altre notti come questa,&lt;br /&gt;nel respiro infinito&lt;br /&gt;di un silenzio&lt;br /&gt;come questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elena de Merik&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114649845684554973?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114649845684554973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114649845684554973' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114649845684554973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114649845684554973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/essere-solo.html' title='Essere solo'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114649497624331098</id><published>2006-05-01T16:48:00.000+02:00</published><updated>2006-05-04T17:06:21.996+02:00</updated><title type='text'>Elena de Merik</title><content type='html'>Non posso non ricordare  Elena, una  persona  che conobbi  come aiuto regista  di una serie televisiva che girammo in Calabria nei primi anni settanta. Comasca di origine, da splendida ragazza qual’era, era stata soubrette nelle riviste di Dapporto. Venuta a Roma  aveva lavorato per anni in teatro sia come autrice di testi teatrali che come attrice. Aveva collaborato anche alla serie di filmati sul Maigret di Gino Cervi. L’occasione di conoscerci più a fondo capitò  quando andammo insieme a cercare nei paesini calabresi un bambino che avrebbe lavorato nella serie televisiva. La sua fu una ricerca molto accurata e capii che era per lei un’occasione per stare a contatto con un bambino molto desiderato e mai avuto.&lt;br /&gt;Durante la lavorazione  lo tenne con  sé  trattandolo come un figlio, il ragazzo era felice di non dover pascolare e mungere  le capre per un po’ di tempo.&lt;br /&gt;Alla fine del lavoro  trovò il modo di convincere i genitori  a lasciarglielo portare a Roma con la scusa del doppiaggio. Lo tenne con sé finchè i genitori  lo rivollero. &lt;br /&gt;Elena viveva  a Roma nei pressi della Rai con quattro gatti, tutti trovatelli. Continuando a frequentarla  mi resi conto della sua profonda cultura  e umanità. Conosceva tutto il teatro italiano, mi invitava a vedere tutti gli spettacoli teatrali di Roma.  Ebbe anche l’occasione di mettere in scena un suo lavoro, in mancanza di mezzi mi coinvolse, mi fece fare  delle fotografie che, proiettate  sullo schermo  facevano da scenografia. Seguii tutte le prove, un’esperienza di teatro mi mancava. Dopo quest’avventura continuammo a vederci, le venne l’idea di scrivere delle poesie su alcuni miei quadri. Non erano le poesie ermetiche  che vanno di moda oggi, erano poesie all’antica ma secondo me piacevoli e piene di significati. Mi piacevano tutte, alcune le voglio  mettere su qusto blog. &lt;br /&gt;Elena mi veniva a trovare e si divertiva a punzecchiarmi col suo umorismo alle volte allegro , alle volte sarcastico, accettavo qualsiasi sua critica perché fatta con spirito e con divertimento. &lt;br /&gt;Andava alla finestra a fumare una delle sue  immancabili  sigarette  che furono la causa della sua immatura fine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114649497624331098?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114649497624331098/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114649497624331098' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114649497624331098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114649497624331098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/05/elena-de-merik.html' title='Elena de Merik'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114629734237821829</id><published>2006-04-29T09:54:00.000+02:00</published><updated>2006-04-29T10:01:52.150+02:00</updated><title type='text'>Concetta    ( II elementare )</title><content type='html'>Papa’ Rico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio papa’ si chiama Federico, mamma lo chiama Rico, e’ il papa’ piu’ bravo del mondo, mi vuole tanto tanto bene, mi fa tanti regali anche di cose che non mi servono ma che lui pensa che mi piacciono e tutte le mattine, quando torna dal lavoro mi sveglia  coi bacini e mi porta il caffelatte e il cornetto caldo con la crema quello che mi piace tanto, poi porta la colazione alla mamma e intanto io mi lavo e mi vesto e poi lui mi accompagna a scuola col motorino che si fa tanto presto anche perche’ la scuola e’ vicina, poi so che va a dormire perche’ e’ stanco per tutta la notte che ha lavorato perche’ papa’ fa un lavoro molto pesante, svuota gli appartamenti e le ville di quelli che sono molto ricchi e hanno troppe cose, ma e’ molto bravo perche’ non fa mai casino e lascia tutto in ordine quando se ne va porta via solo le cose che valgono di piu’  e non fa come lo zio Gustavo che quella volta che sono andati insieme perche’ c’era molta roba da portare via si e’ messo a scrivere sui muri parolacce e fare la cacca sui tappeti e quando e’ arrivato il guardiano quasi lo prendevano perche’ lo zio non aveva finito di fare la cacca, per questo papa’ non va piu’ con lo zio che prima o dopo lo prenderanno invece il mio papa’ queste cose non le fa mai perche’ dice che cosi’ e’ piu’ contento, va bene prendere ma non fare cose inutili e invece cerca sempre qualcosa per me, quelle cose che mi porta la mattina quando mi sveglia e io metto le cose in una scatola che ci sono gia’ anelli, ciondoli. collanine, orologini e anche pupazzetti di argento e vecchie monete sporche che dice che sono dei romani ma io non so cosa farci e le butto nella scatola con le altre cose invece la domenica a mezzogiorno andiamo a messa, poi a mangiare in campagna da una zia che ha una trattoria dove mangiamo benissimo la pasta che fa la zia con le sue mani con un sugo tanto buono con anche le olive e poi la carne e il dolce che fa lo zio che e’ bravo a fare i dolci con la crema, poi gioco sul prato con i cugini e poi papa’ ci porta al cinema che adesso ci hanno tutti lo schermo cosi’ grande che si vede bene tutto e si sentono bene i rumori che vengono da tutte le parti, ecco questo piace tanto a papa’ che invece quando lavora e’ bravissimo a non fare rumore perche’ se no lo possono sentire e allora addio tornerebbe a casa senza niente ma non e’ mai successo perche’ lui e’ tanto bravo piu’ che lo zio che fa casino e qualche volta non porta a casa niente o delle cose che lui pensa che sono buone e invece non valgono niente e per questo si arrabbia con i padroni della casa perche’ tengono cose che sembrano buone ma sono finte invece papa’ capisce tutto e non prende mai quando non e’ sicuro, cosi’ va sempre bene e io sono contenta del mio papa’ che e’ il piu’ buono del mondo non come il papa’ di Sara che lei mi dice ma devo giurare che e’ un segreto che non devo dire a nessuno che il papa’ quando la mamma dorme va nel suo letto  ma non ha coraggio di dirlo alla mamma perche il papa’ dice che le vuole tanto bene piu’ che alla mamma e che la mamma piangerebbe tanto cosi’ lei piange e basta ma per fortuna il mio papa’ e’ cosi’ bravo e buono come nessun altro e io gli voglio tanto bene e so che presto quando avro’ otto anni mi portera’ alle giostre e al circo che mi piacciono tanto quelli che fanno le capriole saltando sui tappeti che sono di gomma  mi ha detto il papa’ e poi i claun che io rido che mi fa male la pancia e le giostre che papa’ mi compra il zucchero filato e ci siamo tanto divertiti quando avevo sei anni e poi dentro quel posto con tanti specchi, li’ la mamma era contenta e rideva perche’ si vedeva magra magra come non e’ perche’ la mamma e’ un po’ grassa perche’ lavora nella pasticceria e dice che ingrassa con l’odore dei dolci e delle creme tanto quando fanno i bigne’ di san Giuseppe che le fanno schifo perche’ torna a casa e puzza di fritto ma il papa’ gli piace la puzza di fritto e la odora e la bacia sul collo e mamma ride ma e’ contenta perche’ anche per lei il papa’ e’ il piu’ bravo del mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114629734237821829?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114629734237821829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114629734237821829' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114629734237821829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114629734237821829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/04/concetta-ii-elementare.html' title='Concetta    ( II elementare )'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114629645087639327</id><published>2006-04-29T09:38:00.000+02:00</published><updated>2006-04-29T09:40:50.883+02:00</updated><title type='text'>Giovanni   (III elementare)</title><content type='html'>Papa' Oreste&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oreste non era mio padre ma era anche meglio perche’ stava sempre con me lui mi aveva visto nascere e anche prima quando c’era la mia mamma che non c’e’ piu’. Lui mi diceva sono venuto  qui che ero un ragazzo ho lasciato mia famiglia perche’ molti fratelli e molto poveri io adesso mando loro soldi cosi’ mangiano tutti li giorni, parlava un po’ strano ma era tanto buono e mi diceva sempre ti voglio bene Giovanni adesso che sei bambino perche’ dopo magari quando sei grande diventa stronzo come tuo padre  io non lo posso dire perche’ e’ mio padre ma e’ un po’ vero, non stava mai a casa solo la sera qualche volta per mangiare ma con me non parlava mai, guardava la televisione e poi andava a letto. E invece sfotteva  Oreste gli diceva devi  portare una candela alla madonna che stai qui in questa bella casa calda invece che lavare i vetri delle macchine o pascolare capre nel tuo paese di morti di fame e Oreste stava zitto poi diceva ha ragione avvocato sono proprio fortunato. Quando mi veniva a prendere a scuola facevamo un gioco, dovevo indovinare che cosa aveva cucinato erano sempre cose diverse buonissime e io non indovinavo mai. Poi mio padre ha preso in casa una fidanzata prepotente che si e’ portata una tata rompiballe e hanno mandato via Oreste che non serviva piu’. E io sono tanto ma tanto incazzato che forse diventero’ stronzo come mio padre, come diceva Oreste.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114629645087639327?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114629645087639327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114629645087639327' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114629645087639327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114629645087639327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/04/giovanni-iii-elementare.html' title='Giovanni   (III elementare)'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114626330105918855</id><published>2006-04-29T00:26:00.000+02:00</published><updated>2006-04-29T00:28:21.066+02:00</updated><title type='text'>Angelo</title><content type='html'>Papa’ Rino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno piu’ bello della settimana e’ la domenica quando papa’ Rino mi viene a prendere e mi  porta a casa. Per la strada ci fermiamo al bar e papa’ mi compra le caramelle, lui prende una grappa quando fa freddo e una birra quando fa caldo. Una volta me l’ha fatta assaggiare ma non mi piace tanto.  Poi ci fermiamo in un posto dove ci sediamo sui gradini e dove passa tanta gente, mi mette il cartello e stiamo seduti finche’ non passa piu’ nessuno e allora mi leva il cartello e andiamo a pranzo.  A casa ci sono i miei fratelli piccoli che sanno vedere. Papa’ li porta sui gradini gli altri giorni, ma dice che io sono il piu’ bravo. Io non capisco bene ma se papa’ dice cosi’ vuol dire che e’ vero. Quando c’era la mamma mangiavamo molto meglio, ma adesso c’e’ Samanta che non cucina tanto bene perche’ siccome lavora la notte si alza tardi e qualche volta compra la pizza e il gelato ma io sono contento lo stesso. Dopo pranzo vanno tutti al cinema, ma io rimango a casa per ascoltare le partite alla radio, mi piace ascoltare le partite e sentire la gente che grida quando la palla entra nella rete. Quando c’era la mamma accendeva la tele e mi raccontava quello che si vedeva, adesso che la mamma non c’e’ piu’ io devo stare qui all’istituto dove sono bravi, mi hanno insegnato a leggere con le dita e tante altre cose, ma il giorno piu’ bello e’ sempre la domenica quando papa’ mi viene a prendere per portarmi a casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114626330105918855?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114626330105918855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114626330105918855' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114626330105918855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114626330105918855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/04/angelo.html' title='Angelo'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114625471812696824</id><published>2006-04-28T22:00:00.000+02:00</published><updated>2006-04-29T00:33:08.096+02:00</updated><title type='text'>Andy    (II elementare)</title><content type='html'>Il mio papa’. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio papa’ non so come si chiama perche’ non l’ho mai conosciuto quando lo chiedo alla mamma lei dice che non ha importanza ma qualche volta mi dice che si chiama Mario, qualche altra volta John, una volta mi ha detto che si chiama Bob, ma io ho capito che se li inventa questi nomi perche’ forse non se lo ricorda e io non glielo domando piu’ perche’ se anche il papa’ non c’e’ io sto bene con la mamma che lavora lei e stiamo bene assieme nella nostra casetta col giardino piccolo dove crescono le bocche di leone che la mamma taglia e mette nel vaso sul tavolo ma io me lo immagino il mio papa’ che mi piacerebbe avere e  penso quando la mamma va a lavorare la sera tutta elegante e io finisco i compiti e vado a letto dopo che ho visto la televisione che forse il mio papa’ era un calciatore e allora mi avrebbe portato con lui allo stadio a vedere come giocava bene o forse era un cantante o un suonatore di tromba che a me piacerebbe tanto suonare o forse giocava a pallacanestro per questo io sono il piu’ alto della classe pero’ forse non era uno importante come quelli che si vedono sui giornali che compra la mamma ma non fa niente va bene lo stesso se era un papa’ buono che ci portava la domenica al mare o a fare le passeggiate in campagna e mangiare i panini sull’erba come fa il papa’ di Carletto che una volta mi ha portato con loro e’ stato tanto bello giocare con la palla sul prato fino la sera che era buio e abbiamo perso la palla nel fosso, ma la mamma non mi lascia piu’ andare perche’ il papa’ di Carletto quando siamo tornati andava a zigzag perche’ aveva bevuto tanto e la sua mamma di Carletto gridava che correva troppo per questo dice la mamma e’ meglio stare a casa la domenica e’ piu’ sicuro che correre sulle strade dove ci sono tanti incidenti uno abbiamo visto con tante macchine schiacciate come barattoli della Coca Cola ha ragione la mamma pero’ lei lavora sempre la notte e di giorno deve dormire poverina per questo la domenica stiamo a casa solo una volta mi hanno preso la zia e lo zio ma i cugini non volevano giocare con me per questo non  vado piu’ dicevano che faccio la lampada per via che ho la pelle un po’ scura e i capelli ricci o che sembro sporco ma io non faccio la lampada e sono pulito mi lavo sempre e sto bene a casa anche senza i cugini che vanno al diavolo e io gioco che mamma mi porta tanti giochi e altri faccio io con tante cose che prendo in cucina e suono la batteria insieme con la musica de la radio, pentole, coperchi, cucchiai, lattine vuote, bottiglie e bicchieri e passo il tempo cosi’ che forse quando saro’ piu’ grande potro’ suonare qualcosa veramente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114625471812696824?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114625471812696824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114625471812696824' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114625471812696824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114625471812696824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/04/andy-ii-elementare.html' title='Andy    (II elementare)'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114623704834433844</id><published>2006-04-28T17:09:00.000+02:00</published><updated>2006-04-28T17:10:48.353+02:00</updated><title type='text'>Il mio papà Diego</title><content type='html'>Il mio papa’ si chiama  Diego ed e’ un tipo molto strano. Io vado in prima media e non ho capito ancora che lavoro faccia. La mattina mi accompagna a scuola, ci tiene molto anche se io preferirei  andarci da solo perche’ per la strada non fa che inveire contro gli automobilisti, i motorini e i lavavetri ed esultare per ogni bel sedere di donna che vede. Mi fa fare regolarmente tardi dicendo che tanto andare a scuola e’ inutile perche’ insegnano tutte cose che non servono a fare i soldi. Io per ripicca sono il primo della classe e lui mi chiama stronzo secchione. Lui e’ sempre elegante e profumato, cambia macchina ogni anno e da’ tanti soldi alla mamma che si compera tanti vestiti. Abbiamo una bella casa molto grande e una cameriera nera che si chiama Zazu’ ma lui la chiama Bagonghi.  Mio papa’ non va in ufficio ma va spesso in banca e qualche volta si chiude in una stanza e telefona per delle ore. Da qualche parola che sento mi sembra che parli con delle persone importanti. Penso che sia cosi’ che guadagna i soldi. Io odio il calcio ma lui mi porta alla partita tutte le domeniche e quando strilla lui devo strillare anch’io altrimenti mi da’ delle gran pacche sulla testa. Non mi porta mai al cinema perche’ dice che tanto abbiamo la tele ma quando vediamo la tele non si capisce niente perche’ lui continua a cambiare canale e a commentare tutto quello che si vede. Alla fine la spegne e va a dormire e io non devo piu’ accenderla. Quando ero piu’ piccolo avevo una tata che era tanto carina e mi voleva tanto bene e io stavo bene con lei perche’ la mamma giocava sempre alle carte con tanti signori e non voleva vedermi quando giocava perche’ bisognava fare tanto silenzio.  Ma una notte mi ha svegliato un forte rumore, sono sceso dal letto e nel corridoio ho visto il papa’ che faceva la lotta con la tata e le stava strappando la camicia da notte e lei lo graffiava e io allora sono scappato giu’ per le scale ma lui mi ha ripreso e mi ha dato un sacco di botte, mi ha chiamato stronzo imbecille e mi ha buttato sul mio letto e non ho mai piu’ visto la tata. Ho pianto tanto. Per questo lo odio e quando saro’ grande e lui sara’ vecchio lo chiamero’ vecchio stronzo imbecille e gli daro’ tante pacche sulla testa. Ma forse no, forse mi fara’ pena e non gli daro’ le pacche sulla testa pero’ lo chiamero’ vecchio stronzo imbecille e non gli faro’ vedere la tele.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114623704834433844?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114623704834433844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114623704834433844' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114623704834433844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114623704834433844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/04/il-mio-pap-diego.html' title='Il mio papà Diego'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114612361877461734</id><published>2006-04-27T09:38:00.000+02:00</published><updated>2006-04-28T13:29:18.336+02:00</updated><title type='text'>Il mio papà Ultimo     (terza elementare)</title><content type='html'>Il mio papa’ si chiama Ultimo perche’ e’ l’ultimo di otto fratelli che ha avuto mia nonna che poi non ne voleva piu’ e per questo lo ha chiamato Ultimo e anche lui voleva tanti figli ma non li poteva mantenere e per questo lui e la mamma ci hanno messi noi quattro in una casa di una suora dove erano gia’ altri bambini grandi e piccoli e li’ sono cresciuta e da li’ vado a scuola tutte le mattine ma non vorrei andare perche’ le compagne mi guardano strano perche’ sanno che vengo dalla casa dei bambini poveri che i genitori lasciano li’ perche’ non hanno da mangiare abbastanza per tutti anche se la mia mamma coltiva le patate che sono famose nel suo paese, ma forse non bastano le patate per mantenere quattro figli anche se lui il mio papa’ fa ogni tanto il muratore che non gli piace  a lui perche’ e’ un uomo bello che molte donne lo guardano e di sicuro pensava che era meglio che non sposava la mia mamma solo perche’ aveva nella pancia la mia sorella piu’ grande ma poteva sposare una donna ricca invece di una contadina ignorante che mi viene a trovare qualche volta nella casa della suora e mi regala mille lire  e mi dice di metterle da parte perche’ tanto io li’ ci ho da mangiare e da dormire e che altro mi serve ma a me serve tante cose come la matita che alla fine la devo tenere con le unghie per fare i compiti e le mutande nuove che queste hanno tanti buchi e devo aspettare di essere sola nel bagno della scuola per fare la pipi’ ma lei non lo capisce e anche nel mangiare la sera mi danno la ciotola dell’orzo con dentro tutti i pezzi di pane avanzati sul tavolo dopo che le grandi hanno finito di mangiare perche’ io sono una delle piccole e il mio papa’ e’ venuto una volta sola e mi ha domandato ma tu sei Assuntina e io si’ e lei chi e’? sono Ultimo, tuo padre ahh ho risposto e lui e’ andato via, poi l’ho visto un’altra volta in tribunale quando mia mamma gli aveva quasi spaccato la testa con la mannaia perche’ lui ci aveva un’altra moglie e due figli di nascosto che non lo sapeva nessuno ma dopo lui e’ morto e anche la mamma e’ morta e noi quattro siamo ancora qui dalla suora che aspettiamo che qualcuno che vuole un figlio o una figlia ci venga a prendere e ci tratti come figli veri invece di legarci alla sedia per darci le botte come fanno qui quando c’e’ qualcosa che gli va storto ma forse non verra’ mai nessuno e noi forse diventeremo suore e daremo le botte a altri bambini poveri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114612361877461734?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114612361877461734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114612361877461734' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114612361877461734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114612361877461734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/04/il-mio-pap-ultimo-terza-elementare.html' title='Il mio papà Ultimo     (terza elementare)'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114611419998022874</id><published>2006-04-27T07:02:00.000+02:00</published><updated>2006-04-27T07:03:19.990+02:00</updated><title type='text'>Augusto</title><content type='html'>Mi chiamo Augusto Saporetti ma gli amici mi chiamano ”Gusto” .&lt;br /&gt;Questo non lo scriviamo. Lei sa che per concederle un mutuo la banca&lt;br /&gt; ha bisogno di informazioni.&lt;br /&gt;Lo so.&lt;br /&gt;Lei ha un lavoro?&lt;br /&gt;Sì.&lt;br /&gt;Che lavoro fa?&lt;br /&gt;Lavoro in un’azienda alimentare che produce degli alimenti particolari.&lt;br /&gt;Azienda alimentare.&lt;br /&gt;Ha un lavoro specifico?&lt;br /&gt;Si, sono un ricercatore addetto al laboratorio.&lt;br /&gt;Che tipo di ricerca?&lt;br /&gt;Sono un assaggiatore di cibo.&lt;br /&gt;Che tipo di cibo?&lt;br /&gt;Cibo per animali.&lt;br /&gt;E più precisamente?&lt;br /&gt;Cibo per cani.&lt;br /&gt;Allora, assaggiatore di cibo per cani.&lt;br /&gt;Il suo attuale stipendio?&lt;br /&gt;Novecentocinquanta.&lt;br /&gt;Certo non sono molti. Perciò vorrebbe mettersi in proprio.&lt;br /&gt;Esattamente.&lt;br /&gt;Pensa di avere l’esperienza sufficiente per portare avanti questa attività?&lt;br /&gt;Certo, lo faccio da più di dieci anni.&lt;br /&gt;Ha fatto un preventivo di tutte le spese, attrezzature, macchinari, personale.&lt;br /&gt;Certamente.&lt;br /&gt;Oltre alla sua esperienza che tipo di garanzie ci può dare?&lt;br /&gt;BAU  BAU! BAUUUU!!…BAU BAUUUUU…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114611419998022874?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114611419998022874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114611419998022874' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114611419998022874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114611419998022874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/04/augusto.html' title='Augusto'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114603550025334275</id><published>2006-04-26T08:29:00.000+02:00</published><updated>2006-04-26T21:20:17.176+02:00</updated><title type='text'>La foresta</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/1600/Una%20foresta%20di%20cemento.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/320/Una%20foresta%20di%20cemento.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E’ nata una foresta&lt;br /&gt;di cemento&lt;br /&gt;fitta e alta&lt;br /&gt;piena di luminosi occhi&lt;br /&gt;che s’aprono&lt;br /&gt;al tramonto&lt;br /&gt;e si fissan tra loro&lt;br /&gt;fino a notte inoltrata.&lt;br /&gt;Solo il sole&lt;br /&gt;al mattino&lt;br /&gt;può cancellare&lt;br /&gt;quegli sguardi vuoti&lt;br /&gt;dietro ai quali&lt;br /&gt;in agguato&lt;br /&gt;vivono uomini&lt;br /&gt;che pensano al domani&lt;br /&gt;che li attende&lt;br /&gt;sempre&lt;br /&gt;il giorno dopo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114603550025334275?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114603550025334275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114603550025334275' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114603550025334275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114603550025334275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/04/la-foresta_114603550025334275.html' title='La foresta'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114590632782297653</id><published>2006-04-24T20:49:00.000+02:00</published><updated>2006-04-24T21:18:47.856+02:00</updated><title type='text'>Il diluvio</title><content type='html'>Se un gran diluvio ci dovesse minacciare&lt;br /&gt;gli addetti tenterebbero di salvar l'umanità&lt;br /&gt;Dovrebbero trovare, da metter sopra un'arca&lt;br /&gt;solo buoni cittadini d'indiscutibile onestà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è un cervellone pronto con dentro tanti dati&lt;br /&gt;bisogna consultarlo per saper la verità.&lt;br /&gt;Hanno inserito tutti quelli che dichiarano&lt;br /&gt;d'esser meritevoli di ripopolare le città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono bianchi gialli e neri e pure un pellerossa.&lt;br /&gt;Chi vien dal Congo dall'India o il Canadà&lt;br /&gt;chi viene dall'Australia, la Sicilia o l'Argentina,&lt;br /&gt;chi viene dalla Cina, il Minnesota o giù di là.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci son dei nobili, ci sono pescatori,&lt;br /&gt;ci sono suore, soldati e minatori,&lt;br /&gt;ci son politici e principi africani,&lt;br /&gt;ci sono guru e ricchi pescecani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi maestri elementari e commercianti,&lt;br /&gt;industriali del ferro e del cotone,&lt;br /&gt;artisti, professori e mendicanti,&lt;br /&gt;vescovi e persino un siculo barone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno tutti delle buone referenze&lt;br /&gt;ma per ognuno salta fuori una schifezza&lt;br /&gt;per cui puliti proprio non lo sono&lt;br /&gt;e devono rinunciare alla salvezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessun nome viene ancor comunicato&lt;br /&gt;e per quanto stia cercando il cervellone&lt;br /&gt;tarda troppo ad arrivare un risultato&lt;br /&gt;e ci si accorda per un'altra soluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per avere un mondo più vivibile&lt;br /&gt;resta solo popolarlo di neonati&lt;br /&gt;che se anche nuoteranno nella cacca&lt;br /&gt;non saranno da noi condizionati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E.M.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114590632782297653?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114590632782297653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114590632782297653' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114590632782297653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114590632782297653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/04/il-diluvio_24.html' title='Il diluvio'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114542919116150393</id><published>2006-04-19T08:01:00.001+02:00</published><updated>2006-04-19T08:46:31.170+02:00</updated><title type='text'>Il caffè</title><content type='html'>Un sabato mattina, uno di quei sabati in cui non so che fare,&lt;br /&gt;nessun programma, abulico come capita dopo una settimana&lt;br /&gt;pesante.Entro in un bar pieno di gente e di rumori&lt;br /&gt;"Uno lungo macchiato, due ristretti, un cappuccino latte freddo,&lt;br /&gt;un cornetto alla crema, uno al bicchiere",come fanno i baristi&lt;br /&gt;a ricordare, mi sento toccare, mi giro, una macchia di caffè sulla giacca,&lt;br /&gt;mi trovo davanti una bruna, occhi ardenti, mi fissa severa,&lt;br /&gt;poi affiora un leggero sorriso, io ricambio..perdoni, mi dice, mi segua,&lt;br /&gt;mi porta a due passi, la casa è vicina, mi toglie la giacca e sparisce,&lt;br /&gt;mi siedo, ritorna, la giacca è pulita, la guardo negli occhi, mi alzo,&lt;br /&gt;ringrazio, mi guarda negli occhi, mi prende per mano, mi porta di là,&lt;br /&gt;c'è un letto invitante, si spoglia, mi spoglia e inizia un tenero amore,&lt;br /&gt;un profumo di nulla, ci amiamo, una musica leggera circonda l'alcova,&lt;br /&gt;due giorni d'amore, baci, carezze, poche parole, rimane il mistero&lt;br /&gt;del prima e del dopo e il perchè. Si veste, mi vesto, mi riporta nel bar,&lt;br /&gt;è sera, la guardo allo specchio, poi la riguardo ma lei non c'è più..&lt;br /&gt;E' successo..non so..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114542919116150393?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114542919116150393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114542919116150393' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114542919116150393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114542919116150393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/04/il-caff_114542919116150393.html' title='Il caffè'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114444389080200619</id><published>2006-04-07T23:04:00.000+02:00</published><updated>2006-04-08T22:11:42.876+02:00</updated><title type='text'>Ogni rivoluzione</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/1600/ogni%20rivoluzione.3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3502/2674/320/ogni%20rivoluzione.2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ogni rivoluzione&lt;br /&gt;ha I suoi silenzi&lt;br /&gt;dentro i quali&lt;br /&gt;si spengono&lt;br /&gt;le urla delle&lt;br /&gt;vittime innocenti&lt;br /&gt;l’angoscia&lt;br /&gt;dei disadattati&lt;br /&gt;degli inservibili&lt;br /&gt;dei rigettati&lt;br /&gt;dalla violenza&lt;br /&gt;inevitabile&lt;br /&gt;priva di rimorsi&lt;br /&gt;necessaria&lt;br /&gt;del progresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--Elena de Merik&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114444389080200619?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114444389080200619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114444389080200619' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114444389080200619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114444389080200619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/04/ogni-rivoluzione.html' title='Ogni rivoluzione'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-25570636.post-114437998258931383</id><published>2006-04-07T05:08:00.000+02:00</published><updated>2006-07-30T15:52:38.640+02:00</updated><title type='text'>Spaghetti</title><content type='html'>Primo giorno di primavera, un acquazzone ha spogliato i nocciòli dai fiori e dalle gemme. Che tristezza. Daniele passeggia sul marciapiede  coperto di petali. Una sua allieva  gli sta venendo incontro .&lt;br /&gt;“professor Marini, buon giorno, ..sta bene?” &lt;br /&gt;Daniele ha l’aria di essere a disagio e un po’ distratto risponde &lt;br /&gt;“Sto bene, Perri, è questa strana giornata  di primavera  che mi rende un po’.. ma  tu che ci  fai qui?” &lt;br /&gt;“Io abito proprio qui, professore, stavo salendo, mi scusi, ma visto che ci siamo incontrati  avrei una cortesia da chiederle” &lt;br /&gt;“di che si tratta?” &lt;br /&gt;“di quel problema che ci ha dato ieri  da risolvere, che non mi ha fatto dormire  stanotte”&lt;br /&gt;“Davvero lo hai trovato tanto difficile?”&lt;br /&gt;“Si, davvero,  professore.. le andrebbe  di salire un attimo a casa mia, non c’è nessuno, se lei non ha degli impegni potremmo  mangiare qualcosa e poi..”&lt;br /&gt;Daniele tra il sorpreso e l’incredulo pensa che è la prima volta che un’allieva gli fa una proposta del genere, è un po’ incuriosito ma sospettoso, questa Perri se la ricorda poco, in classe è sempre taciturna, timida, non è di quelle vivaci, chiacchierone che spesso disturbano, vanno a fumare in bagno, non stanno mai ferme. Questa Manuela è vestita come tutte le ragazze, jeans un po’ bassi, non bassi come le altre che li tengono a livello pube, la solita maglietta corta e un bolerino. Niente trucco, capelli neri tirati all’indietro e fermati con un fiocco azzurro. Non è normale, pensa, salire in casa di un’allieva  soprattuto se in casa non c’è nessuno, ma poi la curiosità ha il sopravvento.&lt;br /&gt;“Che cosa mi faresti da mangiare?” chiede per prendersi un momento di riflessione.&lt;br /&gt;“No so..le vanno bene due spaghetti e un’insalata?”&lt;br /&gt;“spaghetti.. spaghetti come?”&lt;br /&gt;“aglio, olio e peperoncino, va bene?”&lt;br /&gt;“va benissimo,  vengo  volentieri…  Lo sai, Manuela, sono un po’ stanco di andare sempre in trattoria , fanno sempre le stesse cose, perciò mi fa piacere venire  in una casa vera.” &lt;br /&gt;“Venga, professore, le faccio strada” e si incammina per un androne buio fino a una porta.  La ragazza apre  e si trovano in un appartamento  molto luminoso , dalle finestre si vede un cortile con una mimosa quasi  sfiorita e tanti ciclamini sui davanzali.  Sembra  più una garconniere che l’abitazione di una famiglia,  alle pareti  quadri moderni e tante fotografie incorniciate. &lt;br /&gt;“Si metta comodo, professore, su quel divano vicino alla finestra o sulla poltrona.” &lt;br /&gt;Daniele si toglie la giacca e si mette comodo  sul divano  a fiori. Pensa alla sua famiglia che vive in un modo del tutto diverso,  un casolare alla periferia di un paese in Toscana, i suoi vivono  tranquilli allevando polli e coltivando l’orto, ha una fidanzata storica, occupata  nell’agriturismo.&lt;br /&gt;“Ma i tuoi ?”&lt;br /&gt;“Mamma è segretaria in uno studio di avvocati, torna la sera stanca, prepara qualcosa, facciamo due chiacchiere e poi a dormire davanti alla tele.”&lt;br /&gt;Manuela va in cucina e comincia a preparare, si muove disinvolta davanti ai fornelli.  Daniele è incuriosito da questa casa tanto diversa dalla sua e tanto diversa dalla pensione dove vive.  &lt;br /&gt;“Di chi sono tutti questi quadri?” chiede, “sembrano tutti dello stesso autore”&lt;br /&gt;“Infatti, sono  di uno zio”&lt;br /&gt;“E le foto?”&lt;br /&gt;“Anche quelle, sono fatte in giro per l’Italia oltre cinquant’anni fa”.&lt;br /&gt;“Molto belle, questo zio era proprio un artista”&lt;br /&gt;“Sì, lo pensiamo anche noi, invece lui amava definirsi un buon dilettante. Professore, qui è quasi pronto, ho già buttata la pasta, le dispiace se mangiamo in cucina?&lt;br /&gt;“No, va benissimo, anche a casa mia si mangia in cucina, mia madre dice sempre che  in cucina tutto è più saporito, si respirano i profumi del cibo invece in trattoria è tutto asettico, tortellini in brodo, la fettina, non sanno di niente.”&lt;br /&gt;“Allora  venga, professore, si accomodi.”&lt;br /&gt;La tavola è apparecchiata  sommariamente, ma con gusto. Al centro una bottiglia di vino rosso. Daniele si siede e sente già il profumo degli spaghetti che Manuela sta rigirando nella padella.. Si trova in una situazione inattesa ma piacevole. La ragazza gli mette davanti un piattone di spaghetti fumanti, lei  se ne serve una porzione ridotta. Non è molto difficile preparare un piatto di spaghetti, ma questi gli sembrano speciali, sarà l’olio buono,  sarà l’aglio fresco, sarà il peperoncino ben dosato,  sarà perché l’ha preparati questa ragazza così gentile, sarà il buon vino, ma Daniele non si ricorda di averne mangiati mai di così saporiti.&lt;br /&gt;“Caspita, Manuela, sei una cuoca straordinaria, se cucini tutto così, vengo a pensione da te”. &lt;br /&gt;Lo dice sorridendo  ma si rende conto di avere esagerato perciò cerca di rimediare dicendo&lt;br /&gt;“Casa, mia, per piccina che tu sia”&lt;br /&gt;“Tu mi sembri una badìa” continua  Manuela sorridendo.&lt;br /&gt;“E’ proprio vero, professore, che avere una casa, è la cosa più importante per una famiglia, avere una casa vuol dire  sicurezza, non averla può portare al disagio e alla disperazione. Scusi, non lo  dico per lei, ma per tanta gente che non se la può permettere.”&lt;br /&gt;“Hai proprio ragione,  i fitti sempre più alti, proprietari esosi e gretti..io per fortuna ho la casa dei miei, anche se in campagna, in mezzo alle colline.. ma tuo padre?  Non l’hai mai nominato”&lt;br /&gt;Manuela  improvvisamente  seria, quasi accigliata, guarda nel suo piatto e fa finta di non aver sentito. Si alza e va a prendere due insalatone che porta a tavola.&lt;br /&gt;“Bellissime queste insalate, quanti colori! Peperone, olive, ravanelli, c’è di tutto..”&lt;br /&gt;E iniziano a mangiare.&lt;br /&gt;“Olio della Sabina, aceto fatto in casa col vino vecchio” dice Manuela..&lt;br /&gt;“si sente,..ma tuo padre?”&lt;br /&gt;“Professore,visto che ci tiene proprio a saperlo, mio padre sparì appena mia madre rimase incinta, non aveva ancora diciott’anni, pare che i suoi genitori l’abbiano convinto a non interessarsi di questo nascituro dicendo  delle cose orrende, che non poteva avere la certezza  di essere il padre, che rischiava di essere accusato di stupro, che lo avrebbero  diseredato e altre cattiverie.”&lt;br /&gt;“Era un debole …e i genitori degli infami” dice  Daniele “col passare degli anni avrà certamente rimosso questo ricordo.”&lt;br /&gt;“Mia madre non lo volle più vedere, seppe queste cose da una cugina e decise di portare avanti la gravidanza e di tenere la bambina e così ha fatto. I miei nonni l’hanno aiutata a farmi crescere, ma crescendo, quando iniziai a chiedere chi era mio padre mi hanno ostacolato, dicendo che quest’uomo non era degno di avere una figlia. Ma io non mi sono mai arresa, nessuno mi ha voluto dire il suo nome.  Io all’anagrafe risulto figlia di mia madre e basta. Però un giorno ho trovato delle vecchie lettere in casa di mio nonno, ho indagato,  e ora credo di essere sulla buona strada per trovarlo finalmente questo padre.”&lt;br /&gt;“Ma, nonostante ti abbia rifiutata,  ti va ancora di sapere chi è?”&lt;br /&gt;“Certo che lo voglio  sapere, voglio sapere di chi sono figlia, chi è quest’uomo che probabilmente non sa nemmeno di avere una figlia,  e secondo me lo deve sapere. Dovrebbe avere circa 35 anni. Voglio sapere se è sposato, se ha altri figli, che cosa fa, di che vive, dove vive, ha capito,  professore?&lt;br /&gt;“Ti capisco Manuela, lo vorrei  sapere anch’io se avessi lo stesso problema.”&lt;br /&gt;“Frutta, professore..un caffè?”&lt;br /&gt;“Un caffè lo gradisco, grazie.”&lt;br /&gt;Manuela accende il gas sotto la caffettiera già pronta.&lt;br /&gt;“Dopo il caffè le va di affrontare quel problemino?”&lt;br /&gt;“Se non ti dà noia, sono abituato  a fumare una sigaretta dopo il caffè, poi vediamo il problema”&lt;br /&gt;“Non mi dà noia, ci vogliamo  sedere sul divano per il caffè, professore?”&lt;br /&gt;“Certo, grazie”&lt;br /&gt;E si và a sedere sul divano mentre Manuela porta i caffè.&lt;br /&gt;“anch’io prendo volentieri il caffè, ma niente sigaretta.”&lt;br /&gt;“Brava! Vedo le tue compagne, appena escono accendono una sigaretta.&lt;br /&gt;Daniele è un po’ turbato, ha accanto a sé questa ragazza  aperta, schietta,&lt;br /&gt;tanto diversa dalle sue compagne truccate, con le boccone rosso sangue, i&lt;br /&gt;capelli tinti, i nasi rifatti, qualche seno sospetto, gonne cortissime, calze a rete, mentre Manuela ha questo aspetto di pane appena sfornato, autentica, lo sguardo limpido, avrebbe voglia di farle una carezza, ma riprende subito il controllo.&lt;br /&gt;Preso il caffè, mentre  Daniele fuma, Manuela prende un quaderno e lo fa vedere  al professore che lo esamina e subito esclama:&lt;br /&gt;“Manuela, sei distratta, questo è un errore di copiatura, qui non è 9, ma radice di 9, perciò non saresti mai riuscita a risolverlo, neanche in un anno!”&lt;br /&gt;Manuela dà uno  sguardo al quaderno e&lt;br /&gt;“Ha ragione professore, le chiedo scusa per averla disturbata per  una sciocchezza simile, e io che pensavo che ci fosse chissà quale tranello in questo problema, mi scusi ancora.”&lt;br /&gt;“No, niente scuse, può capitare a tutti. D’altronde  sono contento di essere stato qui, ho passato un paio d’ore così tranquillo, un bel pranzetto,  era tanto che non mi sentivo così rilassato. Dovresti sbagliare più spesso..”&lt;br /&gt;“Noo..non ci speri, starò molto più attenta d’ora in poi. Anche se ha fatto piacere  anche a me avere compagnia a tavola, mangio sempre da sola, il più delle volte mi faccio un panino e via. Ma lei, professore, se ho capito bene vive qui a Roma da solo, come passa i pomeriggi,  le serate, anche lei davanti alla tele a vedere  Colombo e Carabinieri e altre scemate del generei?”&lt;br /&gt;“No, assolutamente, leggo e studio, voglio prendere un’altra laurea, mi voglio laureare in informatica…il nostro futuro. Passo dei pomeriggi davanti al portatile a scambiare messaggi con altri informatici, non ci si annoia mai davanti a un computer.”&lt;br /&gt;Suona il telefono, Manuela risponde “No, ora non posso, più tardi, non ve lo posso dire, ciao ciao” e riattacca.&lt;br /&gt;“Amiche ?”&lt;br /&gt;“amici e amiche, &lt;br /&gt;“Ci sono dei ragazzi carini nella tua classe, c’è qualcuno che ti piace, qualche filarino…”&lt;br /&gt;Manuela lo interrompe&lt;br /&gt;“Sì, c’è qualcuno carino, ma niente filarini, o sono ancora bambini oppure sapientoni e prepotenti, ma…professore, sono un po’ curiosa, mi perdoni,  ci va qualche volta a casa dai suoi?”&lt;br /&gt;“una settimana sì e una nò, ho anche una fidanzata, sai, da anni,  ma ci vediamo  poco, è sempre tanto occupata col suo agriturismo.  Se ci dovessimo mai sposare dovrei lasciar perdere gli studi, l’insegnamento  e vivere in campagna, tenere i conti, intrattenere gli ospiti e così via. Ma non si sta male in campagna , forse meglio che qui in questo caos di traffico. E si mangia bene in Toscana, aria buona,  buoni vini..e  si guadagna bene..&lt;br /&gt;“Aah, in Toscana..&lt;br /&gt;“Ma ora devo andare, cara Manuela, sono felice di averti conosciuta meglio, ti ringrazio per gli ottimi spaghetti e per la tua gentilezza.”&lt;br /&gt;Si scambiano un bacio sulle guance e Manuela accompagna il professore fino all’androne.&lt;br /&gt;“A domani , e attenta alle radici quadrate!”&lt;br /&gt;“A domani”&lt;br /&gt;Appena rientrata, Manuela mette in una busta delle cose ed esce di corsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni  giorni dopo. La lezione è finita. I ragazzi stanno uscendo.&lt;br /&gt;Manuela lascia uscire tutti, poi si ferma accanto alla cattedra.&lt;br /&gt;“Professor Marini,”&lt;br /&gt;“Dimmi Perri, che c’è? Qualche altra radice quadrata?”&lt;br /&gt;“Non scherzi, professore, è qualcosa di molto più importante”&lt;br /&gt;“Dimmi”&lt;br /&gt;“Non qui, professore, è una cosa lunga, le andrebbe di venire di nuovo a casa mia?”&lt;br /&gt;“E’ un invito a pranzo?”&lt;br /&gt;“Certo, perché no?”&lt;br /&gt;Il professore, in tono scherzoso&lt;br /&gt;“mi prendi per la gola…e oggi che mi faresti?”&lt;br /&gt;“carbonara o penne alla Checca?”&lt;br /&gt;“Quello che vuoi tu, Manuela, ormai so come cucini, mi va bene tutto.”&lt;br /&gt;“Io vado a preparare, forse è meglio non uscire insieme, l’aspetto a casa”&lt;br /&gt;Manuela appena a casa, si mette a preparare e dopo  qualche minuto arriva Daniele.&lt;br /&gt;“Entri, professore, si metta comodo”&lt;br /&gt;Daniele si siede sul solito divano e aspira il profumo della pancetta rosolata con l’aglio nella padella. Manuela sbatte le uova col parmigiano poi si siede vicino a lui.&lt;br /&gt;“Professore, lei certo ricorda il mio sfogo di giorni fa per questa ricerca che sto facendo ormai da mesi per trovare mio padre, forse non le sono sembrata abbastanza convincente, ma le assicuro che non ho pace, mi manca un pezzo della mia vita, come in un puzzle che non si riesce a completare per la mancanza di un tassello, ma questo pezzo che mi manca mi dà tanto dolore, mi sento incompleta come essere umano, senza una radice, senza un sostegno a cui appoggiarmi, come un alberello senza tutore. Penso alle volte che quest’uomo esiste, forse ricorda pure qualcosa, forse vorrebbe trovarmi, ma non trova il coraggio, forse non ha figli e sarebbe felice di scoprire che sto cercando di conoscerlo, tanti “forse” senza risposta. Può darsi che, conoscendolo, non mi piacerebbe, forse è un uomo ignorante,  forse  è intelligente e sensibile, forse nella vita tutto gli è andato male, forse è un capitano d’industria o un semplice contadino, altri forse che mi tormentano. Mia madre dice di mettermi il cuore in pace, che non vale la pena di torturarmi inutilmente, ma io sento che lo devo trovare.”&lt;br /&gt;“Queste cose me le hai già dette”&lt;br /&gt;“Ma non le ho detto tutto e glielo devo dire ora, professore, le mie lunghe ricerche mi hanno portata verso la Toscana, e verso di lei, forse perché lei mi è simpatico, o perché ha l’età che suppongo abbia mio padre, o perché le piacciono gli spaghetti aglio olio e peperoncino, ma qualcosa mi diceva che sarebbe potuto essere lei. Mia madre dice che sono pazza &lt;br /&gt;a importunarla, sostiene che non è lei, anche se negli anni ha rimosso          &lt;br /&gt;l’aspetto del ragazzo e non ne ricorda neanche il nome.  Professore, ho fatto una cosa della quale le devo chiedere scusa, quando lei è venuto qui giorni fa, non era per caso, avevo ideato tutto, il nostro incontro davanti a casa mia era previsto e pianificato, e quando se n’è andato  ho fatto  confrontare il suo DNA col mio.”&lt;br /&gt;“Ma come hai fatto ad avere il mio DNA, benedetta figliola?”&lt;br /&gt;“La sua tazzina, la sua cicca.. Poi ho passato giorni pieni di angoscia &lt;br /&gt;e ieri ho avuta la risposta.”&lt;br /&gt;Una lunga pausa, Daniele rimane interdetto, senza parole, sa già che la risposta non può essere che negativa, ma vuole che sia Manuela a decidere se dargliela o no. Non vuole chiedere nulla, vuole che la cosa maturi nella testa di Manuela.&lt;br /&gt;Manuela si alza, va in cucina e continua a preparare la carbonara. Daniele rimane assorto, un po’ turbato, non si aspettava tanto accanimento in quella testolina della sua allieva, non sa che pensare. Poco dopo Manuela lo chiama.&lt;br /&gt;“Professore è quasi pronto, venga, si accomodi a tavola”&lt;br /&gt;Daniele si alza, va allo stesso posto della volta precedente, sente sfrigolare gli spaghetti. Manuela arriva con due bei piatti di carbonara profumata.&lt;br /&gt;“Buon appetito, professore”&lt;br /&gt;“Buon appetito anche a te”&lt;br /&gt;E si mettono a mangiare.&lt;br /&gt;Sembra facile preparare una carbonara, invece è importantissimo l’equilibrio tra la pancetta, l’uovo e il parmigiano. C’è chi usa solo il tuorlo, chi l’uovo intero, e di conseguenza varia la quantità del parmigiano. Il risultato dev’essere tale che l’uovo deve essere completamente rappreso e la pancetta sia ben distribuita sugli spaghetti e alla fine non rimanga tutta nel piatto. Queste cose Manuela le sa, infatti la carbonara è squisita e Daniele non può che farle un complimento.&lt;br /&gt;“Eccezionale, vogliamo aprire un ristorantino? dice scherzando.&lt;br /&gt;“Potrebbe essere un’ottima idea, ma magari prima finiamo di parlare di mio padre, sediamoci sul divano, le porto il caffè”&lt;br /&gt;Daniele si accomoda sul divano e Manuela va in cucina e torna coi caffè.&lt;br /&gt;“Allora..la risposta del DNA è negativa.”  dice Manuela mentre Daniele si accende una sigaretta.&lt;br /&gt;“Sicchè non sono tuo padre”&lt;br /&gt;“Purtroppo no, e mi dispiace moltissimo, era una speranza che ho cullato per settimane e ora sono molto delusa, mi sarebbe piaciuto come padre un professore, un bell’uomo, educato, gentile, spiritoso, sensibile,”&lt;br /&gt;“Mi vedi così?”&lt;br /&gt;“Propri così” dice Manuela con gli occhi lucidi e un singhiozzo. Ora Daniele ha proprio voglia di farle una carezza, le mette un braccio intorno alle spalle, l’attira a sé, lei appoggia la testa sul suo petto e lascia libero sfogo alle lacrime. Daniele le dà un bacio sulla guancia bagnata. Manuela continua a piangere a lungo finchè finisce con un profondo sospiro.&lt;br /&gt;“Va meglio adesso che ti sei sfogata.?” e le prende una mano.&lt;br /&gt;“Sì, va un po’ meglio” dice Manuela con voce assonnata.&lt;br /&gt;“Allora adesso mi devi dire se gli spaghetti li giri nel soffritto e poi nell’uovo, o prima nell’uovo e poi nel soffritto.”&lt;br /&gt;Manuela non risponde, si è addormentata. Daniele prende un plaid e la copre, poi si alza, rimane a guardarla per alcuni secondi, poi se ne va in punta di piedi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/25570636-114437998258931383?l=erico-menczer.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://erico-menczer.blogspot.com/feeds/114437998258931383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=25570636&amp;postID=114437998258931383' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114437998258931383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/25570636/posts/default/114437998258931383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://erico-menczer.blogspot.com/2006/04/spaghetti.html' title='Spaghetti'/><author><name>erico menczer</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00689306358191688970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_mI0W3gVgIqc/TRd3aW6UVuI/AAAAAAAAABo/xrBMSPcE8e0/S220/portrait.oil.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry></feed>
